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20/05/2026

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L'Italia guida l'hotellerie di lusso: Food and Beverage ed ESG spingono gli investimenti

D'Amico (Deloitte): il nostro Paese resta il mercato più attrattivo d'Europa per hotel di lusso, con focus su cibo, sostenibilità e nuove destinazioni

Italia è confermata il principale hub europeo per l'hotellerie di lusso, con il 60% degli investitori che la indicano come destinazione prioritaria. In un contesto segnato da tensioni geopolitiche, gli investimenti si stanno orientando verso food & beverage e sostenibilità ambientale, ritenuti leve decisive per competitività e creazione di valore. L'evento Luxury Hospitality Reloaded: Repositioning and Balancing Sustainability, organizzato da Deloitte a Milano, ha riunito gruppi alberghieri, investitori e rappresentanti bancari per analizzare le sfide del segmento di alta gamma.
"Come emerge dal nostro studio, l'Italia resta il mercato più attrattivo d'Europa per il settore del turismo di lusso, grazie a un patrimonio culturale e paesaggistico ineguagliabile e alla reputazione consolidata come destinazione di eccellenza.

Tra gli operatori del settore che abbiamo intervistato, circa sei su 10 indicano il nostro Paese come il principale polo di attrazione e sviluppo dell'hotellerie di lusso in Europa nei prossimi tre anni", commenta Angela D'Amico, partner e Real Estate sector Leader di Deloitte.

"Le prospettive di crescita si estendono oltre le location storicamente consolidate come Roma, Milano, Venezia e Firenze e includono borghi rigenerati, territori montani e destinazioni emergenti". 

Secondo i dati di Deloitte, la domanda crescente di strutture di alta gamma e i rendimenti superiori rispetto ad altri segmenti dell'hotellerie sono i principali driver del riposizionamento verso il segmento luxury. "In questo contesto - osserva Benedetto Puglisi, director real estate & hospitality di Deloitte - cresce sempre di più il ruolo del food & beverage come fattore chiave di differenziazione e di attrattività per la clientela luxury, con oltre il 70% di investitori e operatori che prevede di investire in quest'area. La ricchezza e la varietà della cucina italiana, patrimonio dell'UNESCO, rappresentano una leva competitiva per rafforzare il posizionamento delle strutture nel segmento luxury, anche attraverso investimenti dedicati agli spazi e partnership con chef e marchi di riferimento".

Altri fattori di successo nei progetti di riposizionamento includono attrattività della location, disponibilità di capitale e forza del brand. L'interesse si concentra soprattutto su strutture esistenti, mentre gli edifici storici, pur apprezzati per il valore identitario, presentano vincoli architettonici e conservativi. Le opportunità di riconversione di immobili di pregio confermano l'Italia come mercato particolarmente attraente.
Gli ostacoli principali sono la difficoltà di accesso ai capitali necessari per la riqualificazione e le performance ancora positive dei patrimoni immobiliari nei segmenti attuali, che rendono meno urgente l'intervento di nuovi investimenti.


Il riposizionamento alberghiero supera la mera ristrutturazione immobiliare, diventando un processo di trasformazione dell'identità dell'hotel. ""In un contesto globale in cui cresce l'attenzione agli aspetti ambientali e sociali, i fattori ESG non sono più una scelta etica, ma un imperativo strategico che incide su competitività, reputazione e sostenibilità economica delle strutture ricettive. Oltre il 21% delle CapEx complessive nelle strategie di riposizionamento nel segmento luxury viene destinato a iniziative legate alla sostenibilità", spiega Franco Amelio, partner di Deloitte Climate & Sustainability. "Il concetto di lusso non si esaurisce più in servizi esclusivi e comfort, ma include la responsabilità ambientale e l'impatto sociale delle strutture ospitanti".


La gestione responsabile delle risorse naturali - riduzione dei consumi energetici, adozione di fonti rinnovabili, conservazione idrica e gestione circolare dei rifiuti - genera un incremento del valore immobiliare compreso tra il 6% e il 10%, mitigando l'incertezza del mercato energetico. "Stiamo assistendo a un cambiamento importante della tipologia di ospiti; cercano esperienze uniche e tailor-made che generino effetti positivi per le comunità locali", conclude Fabio Giuffrida, director di Deloitte Climate & Sustainability. La sostenibilità si conferma così una leva strategica per ridurre l'impatto ambientale e valorizzare le risorse territoriali, offrendo al contempo un vantaggio competitivo nel segmento di alta gamma.




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