Cosa chiedono davvero al lavoro Gen Z, Millennials, Gen X e Baby Boomer
Mazzini (Pluxee Italia): la retribuzione resta un elemento imprescindibile, ma il welfare aziendale può diventare una leva concreta di attraction e retention
"La nostra ricerca conferma che la retribuzione resta un elemento imprescindibile, ma mostra anche come le aspettative verso il lavoro siano sempre più articolate", dichiara Anna Maria Mazzini, Marketing & Product Director di Pluxee Italia. Quest'ultima, insieme a Ipsos Doxa, ha analizzato le preferenze di più di 1.200 lavoratori italiani. Il dato più evidente è che, anche con lo stesso stipendio, due dipendenti su tre valuterebbero di cambiare azienda se il pacchetto di welfare aziendale fosse più competitivo.
Il fattore più richiesto resta la retribuzione: il 46% degli intervistati lo indica come elemento imprescindibile, indipendentemente da età, genere, ruolo o dimensione aziendale.
Il welfare aziendale emerge come priorità per il 28% dei partecipanti, senza differenze marcate tra le generazioni.
Le opportunità di crescita professionale sono importanti per il 30% del campione; tra i membri della GenZ (16-29 anni) la percentuale sale al 42%, segno che i giovani vedono il lavoro come un percorso da costruire nel tempo.
La flessibilità e il work-life balance sono più richiesti da GenZ e Millennials, che privilegiano orari flessibili, smartworking e un equilibrio tra vita privata e lavoro. Al contrario, GenerazioneX e BabyBoomer pongono maggiore enfasi su un clima aziendale sereno, stabile e collaborativo.
A parità di retribuzione, il 66% dei dipendenti afferma che un pacchetto di welfare più attraente aumenterebbe la loro propensione a cambiare azienda; tra i giovani della GenZ la percentuale raggiunge il 70%.
Per la GenZ, il welfare aziendale non è più un semplice extra, ma un supporto concreto alle spese familiari, alle esigenze di tempo libero e alle necessità extra-lavorative, capace di influenzare direttamente le scelte professionali.
"I più giovani guardano con attenzione a crescita, flessibilità e work-life balance, mentre le generazioni più mature attribuiscono maggiore importanza a stabilità economica e clima aziendale. In questo contesto, il welfare aziendale può diventare una leva concreta di attraction e retention, soprattutto quando è costruito sui bisogni reali delle persone e integrato in una proposta di valore più ampia", conclude Mazzini.

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