Dazi USA sui metalli: impatto immediato per le esportazioni italiane | BusinessCommunity.it
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13/05/2026

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Dazi USA sui metalli: impatto immediato per le esportazioni italiane

Miranda (ExportUSA): l'estensione del calcolo all'intero valore del prodotto aumenta significativamente l'impatto dei dazi lungo le filiere manifatturiere, in particolare per i beni trasformati

Trump non molla la presa su sulle importazioni dall'Europa. Non passa giorno che non attacchi sia la Commissione, sia i singoli Paesi, talvolta facendo seguito alle parole anche con i fatti, nel caso in cui le dichiarazioni qualche leader europeo lo irritino particolarmente. E' appena successo con frasi poco lusinghiere del cancelliere tedesco Merz, che hanno portato ad un'imposizione del 25% di dazi sulle auto europee.
E' ovvio che nessuno chiede acriticamente di seguire il pensiero ondivago del Presidente degli USA, ma far irritare il proprio miglior cliente, non è particolarmente lungimirante, specialmente se poi si finisce per gettare l'Europa nelle braccia della Cina, fattore che ha caratterizzato la politica di Berlino da tempo.

Chiaramente da quelle parti si conta sul TACO ("Trump Always Chickens Out" - Trump fa sempre marcia indietro), ma intanto i dazi entrano in vigore, le nostre industrie sono penalizzate, e per noi sono dolori.
Va ricordato che il 6 aprile gli Stati Uniti hanno attivato un nuovo regime tariffario che colpisce i prodotti contenenti acciaio, alluminio o rame destinati al mercato americano. La misura, introdotta con la Section 232, modifica sostanzialmente il modo di calcolare i dazi, passando da una valutazione basata solo sul valore del metallo a un'imposizione sull'intero valore del bene esportato. L'adeguamento incide immediatamente sui prezzi, sui margini di profitto e sulla competitività delle imprese italiane che operano nei settori manifatturiero ed esportatore.

Le nuove aliquote prevedono:

- dazi fino al 50% per prodotti interamente o prevalentemente composti da metalli.
- dazi del 25% per prodotti derivati con una componente metallica significativa.
- dazi del 15% per alcune categorie di macchinari industriali e apparecchiature per reti elettriche (fino al 31dicembre2027).
- dazi del 10% per beni realizzati all'estero ma con metallo di origine statunitense.
- esenzioni totali per prodotti elencati nel proclama presidenziale.
"Il nuovo sistema - afferma Lucio Miranda, presidente di ExportUSA - risulta più semplice dal punto di vista formale, ma più complesso negli effetti economici. Estendendo il calcolo all'intero valore del prodotto, l'onere tariffario si propaga lungo le catene di approvvigionamento, penalizzando in particolare i beni trasformati che contengono una quota di metallo anche limitata".

 

Alcune aziende, tuttavia, potrebbero trovare margini di manovra. I settori ad alto valore aggiunto con una bassa percentuale di componenti metallici sono meno esposti alle nuove tariffe e potrebbero mantenere la redditività senza ricorrere a importanti adeguamenti di prezzo.


"Il contesto - conclude Miranda - resta in continua evoluzione. Con aggiornamenti frequenti che richiedono alle imprese esportatrici un monitoraggio costante e un rapido adeguamento delle strategie commerciali e produttive. Il nostro team sta seguendo da vicino gli sviluppi". 





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