Adozione dell'intelligenza artificiale in imprese familiari: dati e sfide | BusinessCommunity.it
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06/05/2026

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Adozione dell'intelligenza artificiale in imprese familiari: dati e sfide

Lanzillo (Deloitte Private): con questa opportunità, il nostro Made in Italy può fare la differenza rafforzando ulteriormente la propria forza competitiva

Intelligenza artificiale è ormai una leva fondamentale per la crescita delle imprese familiari italiane. Il nuovo studio Family Business Technology Transformation di Deloitte Private rileva un tasso di adozione del 78% a livello nazionale, con il 26% delle aziende che la utilizza in modo trasversale su più aree operative.
"I dati relativi alle imprese familiari - commenta Ernesto Lanzillo, Deloitte Private Leader  -testimoniano quanto l'integrazione tecnologica costituisca un fattore cruciale per la redditività e la competitività nel lungo periodo. In questa fase osserviamo come, tra le imprese familiari, stia crescendo sempre più la consapevolezza che l'intelligenza artificiale sia una vera e propria leva di trasformazione in grado di ridefinire processi, competenze, governance e modelli di business. Con questa opportunità, il nostro Made in Italy può fare la differenza rafforzando ulteriormente la propria forza competitiva che già beneficia di un tessuto produttivo resiliente, fondato su competenze distintive, di qualità del prodotto, di flessibilità operativa e di forte radicamento nei mercati". Nel panorama italiano, il 52% delle imprese sta applicando l'AI in ambiti specifici, il 12% è in fase di test e solo il 10% rimane nella fase esplorativa o di non adozione. Questi dati indicano un passaggio dalla percezione speculativa a un utilizzo consolidato, allineato a quello delle realtà globali.

Le aree di impiego più diffuse dell'AI in Italia sono:

- Innovazione di prodotti e servizi (48%).
- Comunicazione e collaborazione interna (48%).
- Gestione CRM (42%).
- Automazione dei processi interni (39%).
- Risk management (percentuale non specificata, ma tra le top tre a livello globale).
Il 50% delle imprese ha già definito una strategia tecnologica completa, mentre l'altra metà la sta sviluppando o implementando (43% in attuazione, 7% in fase di sviluppo). Parallelamente, il 50% ritiene di aver investito a sufficienza in tecnologie chiave, mentre il 38% valuta l'investimento come moderato e il 12% lo considera insufficiente, segnalando una fase di transizione digitale.

Per quanto riguarda l'adozione per funzione aziendale, la somma delle implementazioni "complete" o "parziali" raggiunge il 90% nell'IT e nella cybersecurity, il 64% nella supply chain, il 48% nel marketing, il 45% nella finance e il 40% nell'analisi dei dati per business intelligence. Le future pianificazioni puntano a: supply chain (31%), R&D (24%) e sviluppo prodotto (21%).
La soddisfazione dei dipendenti rispetto alle nuove tecnologie è elevata: l'88% segnala un miglioramento significativo o moderato dell'ambiente di lavoro, contro il 12% con valutazione bassa. Tuttavia, le imprese evidenziano ostacoli legati all'incertezza del mercato, alla scelta dei fornitori tecnologici e al skill gap interno, fattori che potrebbero rallentare l'espansione dell'AI nelle prossime fasi di crescita.






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