Nike conquista i palloni UEFA: addio Adidas
Dopo 25 anni di dominio dell'azienda tedesca l'accordo con UEFA spinge Nike alla riconquista del calcio europeo
Nike è stata scelta come fornitore ufficiale dei palloni da gara per tutte le competizioni maschili per club gestite da UEFA dal 2027 al 2031, sostituendo Adidas dopo 25 anni di presenza nella Champions League e altre competizioni. L'accordo, negoziato da UC3 - joint venture tra UEFA e European Football Clubs (EFC) - copre Champions League, Europa League e Conference League.
Il valore economico dell'appalto dovrebbe superare i 40 milioni di euro all'anno, quasi il doppio rispetto al precedente contratto, secondo il Financial Times. La cifra riflette l'enorme audience della Champions League, stimata a 1,2 miliardi di spettatori nel rapporto annuale UEFA 2024-25, e la nuova strategia di sponsorizzazione guidata da Relevent Football Partners.
Relevent Football Partners, guidata da Daniel Sillman (executive chair) e Boris Gartner (CEO), ha ottenuto nel 2025 il mandato per gestire i diritti commerciali delle competizioni maschili per club fino al 2033. L'agenzia, parte del gruppo di Stephen Ross, ha già sfidato partnership storiche, come quella tra Adidas e la nazionale tedesca, dove Nike aveva offerto più di 100 milioni di euro annui, raddoppiando l'offerta precedente.
Il processo di gara, avviato a marzo 2026, ha visto la partecipazione di Nike e Puma. Con la vittoria di Nike, anche Europa League e Conference League cambieranno fornitore, sostituendo i palloni Kipsta di Decathlon, il cui accordo scade nel 2027. Il ridimensionamento di Adidas nelle grandi competizioni segue comunque una tendenza che si sta consolidando da alcuni anni.
"Siamo orgogliosi di aver creato la serie di palloni più iconica di tutti i tempi", ha affermato Adidas. Nonostante la perdita, Adidas rimane presente in altre competizioni: Campionato Europeo UEFA, Women's Champions League, Bundesliga, MLS e tornei FIFA.
Le partnership più remunerative di Adidas con i club includono:
- Real Madrid (circa 120 milioni di euro annui).
- Manchester United (oltre 100 milioni annui fino al 2035).
- Arsenal (contratto significativo).
- Liverpool (da 2025-26, oltre 60 milioni di sterline l'anno).
- Bundesliga (accordi di fornitura tecniche).
Per Nike, l'accordo con Uefa ha un valore che va oltre il contratto stesso. Il CEO Elliott Hill ha indicato il calcio come una delle leve strategiche della ripresa del gruppo, da tempo in difficoltà anche sotto il profilo dell'immagine, sottolineando come il Mondiale 2026, in programma tra Stati Uniti, Canada e Messico, rappresenti un'opportunità per "catalizzare il mercato del calcio per molti trimestri a venire".
Gli analisti rimangono prudenti. David Swartz di Morningstar osserva che "nessuno guarda il logo su un pallone da calcio e decide di comprare scarpe". Al contrario, Drake MacFarlane di M Science è più ottimista, suggerendo che l'accordo "potrebbe aiutare Nike a riaffermare la propria credibilità atletica", specialmente in Europa dove il marchio ha perso quote a favore di concorrenti più agili come On Holding e Hoka.

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