CFO: in Italia mercato stabile, carenza di talenti e nuove sfide strategiche
Papotti (Robert Walters): oggi le aziende devono comprendere sia cosa stia allontanando i professionisti da questa posizione, sia quali leve attivare per attrarli e trattenerli
Il mercato dei CFO in Italia mostra una crescita contenuta dello 0,7% nell'ultimo anno, ma registra un tasso di mobilità pari all'8% dei professionisti, con 805 cambi di ruolo. L'analisi di Robert Walters evidenzia una situazione dinamica priva di un vero afflusso di nuovi talenti. I principali fattori alla base della carenza sono i cambiamenti generazionali, indicati dal 48% dei CFO e business leader intervistati, seguiti da una domanda crescente (22%) e dalla progressione verso ruoli di CEO (21%). I pensionamenti anticipati incidono in modo più limitato (10%).
Le variazioni sono diverse a livello settoriale: la consulenza registra un aumento del 4%, le costruzioni del 3%, mentre i comparti IT services, automotive e manifatturiero segnalano una contrazione del 2%, indice di un consolidamento nei settori più tradizionali.
Walter Papotti, Country Director di Robert Walters, commenta: "Il ruolo del CFO è cambiato rapidamente negli ultimi 18 mesi. Oggi le aziende devono comprendere sia cosa stia allontanando i professionisti da questa posizione, sia quali leve attivare per attrarli e trattenerli".
Il profilo del CFO continua a rappresentare una solida pipeline per il ruolo di CEO. La survey indica che il background finanziario e quello business sono ritenuti i più efficaci (entrambi al 41%), mentre i percorsi legali (11%) e HR (7%) risultano meno rilevanti. In uno scenario incerto, le imprese privilegiano profili capaci di coniugare il controllo finanziario con una visione strategica.
Il turnover elevato è alimentato da una generazione meno propensa a percorsi lineari e di lungo periodo nella funzione finance. Il 48% degli intervistati attribuisce la carenza al ricambio generazionale, evidenziando la necessità di piani di successione più strutturati.
Dal punto di vista retributivo, la Salary Survey 2026 di Robert Walters mostra che i compensi per i CFO superano i 300 mila euro annui per chi vanta più di 15 anni di esperienza, si collocano tra 100 mila e 150 mila euro per le fasce intermedie e raggiungono gli 85 mila euro per i profili junior. Questi livelli rispecchiano l'incremento di responsabilità strategiche e di gestione del rischio.
Negli ultimi 18 mesi, il perimetro del CFO si è ampliato notevolmente. Le competenze più richieste sono la strategia di business (52%) e la trasformazione tecnologica (30%). Le abilità commerciali e di business partnering sono percepite come meno cruciali (9%).
Le priorità operative nel 2026 si concentrano sulla stabilità e sulla fiducia aziendale (51%), seguite dalla leadership strategica (22%) e dalla crescita del business (20%). Gli obiettivi ESG rimangono in secondo piano (7%).
Le competenze che guidano la leadership sono sempre più trasversali: l'area business e commerciale domina (45%), seguita da quella finanziaria (29%) e tecnologica (22%). Le competenze legali hanno un peso residuo (4%).
Per trattenere i CFO in un mercato competitivo, le leve più efficaci risultano essere il pacchetto retributivo (32%), le opportunità di accesso a ruoli apicali come CEO o CdA (30%) e l'ampliamento delle responsabilità strategiche (29%). I progetti di trasformazione hanno un impatto più contenuto (10%).
Le cinque leve per affrontare la carenza suggerite da Robert Walters:
- ampliare il bacino di ricerca.
- rafforzare il ruolo strategico del CFO.
- investire in digitalizzazione.
- coinvolgere il CFO nelle decisioni chiave.
- strutturare piani di successione.
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