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22/04/2026

economia

Legge di Amara e hype tecnologici nell'azionario: perché la diversificazione paga

Fritz (Flossbach von Storch): la Borsa ci offre soltanto istantanee, però chi vuole costruire patrimonio non dovrebbe lasciarsi abbagliare da una singola immagine, ma mantenere lo sguardo sull'insieme

Stephan Fritz, Portfolio Director Multi Asset in Flossbach von Storch, ricorda che la "legge di Amara" mette in guardia gli investitori contro l'entusiasmo eccessivo per le nuove tecnologie, soprattutto quando le aspettative a breve termine sono irrealistiche. La regola, formulata dal futurista Roy Charles Amara, afferma che si tende a sovrastimare l'impatto immediato di una tecnologia e a sottovalutarne gli effetti a lungo termine.
L'analisi di Fritz parte dall'osservazione che gli ultimi cicli di mercato hanno seguito moda dopo moda: intelligenza artificiale, oro, difesa. Ogni volta gli investitori credono di aver individuato il prossimo "boom" capace di generare guadagni rapidi. Tuttavia, il risultato storico è spesso deludente: l'esempio di Elon Musk, che nel 2015 preannunciò auto autonome entro due-cinque anni, e quello del premio Nobel Geoffrey Hinton, che nel 2016 ipotizzò radiologi sostituibili dall'AI nello stesso arco temporale, mostrano come le previsioni a breve termine siano difficili da mantenere.

"Anche i nostri analisti azionari, non solo quando guardano alle aziende legate all'AI ma davanti a ogni hype - ieri, oggi e domani - si trovano sempre davanti alle stesse domande di fondo: chi sarà il leader tecnologico tra due anni? Quale chip offrirà il miglior rapporto qualità-prezzo tra cinque anni? E soprattutto: quanto saranno davvero disposti a pagare i clienti per servizi che oggi ancora non esistono?", ha dichiarato Fritz.
Per gestire l'incertezza, Flossbach von Storch adotta una strategia multi-asset che riserva quasi il 20% del portafoglio a titoli tecnologici, ma nessuna singola posizione supera il 3% del NAV (valore netto dell'attivo). L'obiettivo è generare un rendimento medio annuo compreso tra il 5% e il 7% su un orizzonte di tre-cinque anni, mantenendo una forte diversificazione per limitare i rischi.

Nel contesto degli indici ponderati per capitalizzazione, la concentrazione è evidente: nello S&P500 circa il 40% del peso è concentrato nelle dieci società più grandi, tutte del settore IT. Tale concentrazione rende le valutazioni più ambiziose e, in caso di correzione di mercato, più costose da gestire.
"Parliamo di aziende che vengono spesso liquidate troppo in fretta come ?noiose': sanità, beni di consumo di base e altri settori simili. Meno spettacolo rispetto all'IA, ma più prevedibilità. Al momento, però, il mercato premia poco una crescita robusta e affidabile. Quando tutti inseguono la novità, i titoli considerati ?noiosi' restano indietro e le loro valutazioni finiscono sotto pressione", prosegue Fritz.


Il mercato tende a premiare la novità, lasciando indietro i titoli considerati poco intriganti, il che può comprimere le loro valutazioni nonostante solidi utili.
"La Borsa ci offre soltanto istantanee, però chi vuole costruire patrimonio non dovrebbe lasciarsi abbagliare da una singola immagine, ma mantenere lo sguardo sull'insieme. Per questo è ancora più importante costruire un portafoglio ben diversificato, investendo anche in aziende che promettono meno entusiasmo e immaginazione, ma che offrono prospettive di rendimento relativamente più affidabili", conclude Fritz. Potrà sembrare noioso. E nelle fasi di euforia può anche costare qualcosa in termini di performance nel breve periodo. Ma negli investimenti di lungo periodo, "noioso" spesso non è affatto la peggiore delle qualità.


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