Finanza sostenibile: 2026 di crescita globale e nuovi scenari regionali
Vels (ING): il percorso di transizione è pieno di incognite e può essere complesso, ma è anche ricco di opportunità
Finanza sostenibile globale (escluse le asset-backed securities) riprenderà la crescita nel 2026, superando il lieve rallentamento del 2025. Le emissioni sostenibili totali hanno chiuso il 2025 a 1.557 miliardi di dollari, in lieve calo rispetto ai 1.669 miliardi del 2024, ma ancora superiori al minimo del 2023.
Secondo le previsioni di ING, nel 2026 le emissioni dovrebbero raggiungere 1.621 miliardi di dollari. Il valore resta sotto il record del 2021 e il trend di lungo periodo non è lineare, ma il mercato dimostra solidità.
La composizione del "cocktail sostenibile" sta cambiando sia a livello regionale sia per tipologia di prodotto.
Nell'area EMEA (Europa, Medio Oriente e Africa) si prevede il mantenimento del primato nelle emissioni sostenibili, con una ripresa prevista per il 2026. Per tipologia di emittente, governi e istituzioni finanziarie rimangono stabili, mentre sovrani, organismi sovranazionali e agenzie (SSAs) mostrano un lieve rallentamento. Le imprese hanno registrato un calo significativo, in parte dovuto alla maggiore facilità di emissione di debito non ESG, che riduce l'incentivo a ricorrere a strumenti ESG. Inoltre, l'EMEA è già un mercato maturo per i framework ESG aziendali, attenuando lo slancio futuro.
Dal punto di vista dei prodotti, il debito sustainability-linked rappresenta il punto debole. Il rallentamento delle emissioni corporate e dei prodotti sustainability-linked è una tendenza globale. Nonostante ciò, ING mantiene una visione positiva per l'EMEA, sostenuta dalle esigenze di rifinanziamento dei bond in scadenza e dalla diffusione delle energie pulite.
L'Europa centrale e orientale ha mostrato una forte espansione, con una crescita del 40% su base annua nel 2025, trainata principalmente da emittenti sovrani e imprese a partecipazione statale. Si prevede un ulteriore rafforzamento nel 2026, contribuendo al quadro positivo dell'EMEA.
Negli Stati Uniti, il calo più marcato dell'offerta globale è legato a cambiamenti politici che hanno limitato le emissioni. La riduzione degli incentivi fiscali, il rollback normativo e l'abbandono di alcune iniziative su climate reporting e DEI hanno generato incertezza, spingendo gli emittenti verso un approccio più prudente.
All'interno del mercato statunitense, le emissioni da parte di corporate e istituzioni finanziarie sono diminuite, così come quelle delle municipalità. Al contrario, le emissioni degli organismi sovranazionali sono cresciute del 21% su base annua. ING prevede che le emissioni negli USA rimarranno contenute nel 2026, anche se la crescente domanda di energia da parte dell'industria dell'intelligenza artificiale e la necessità di infrastrutture più efficienti potrebbero fornire un supporto.
L'area Asia-Pacifico (APAC) ha continuato a crescere in modo solido negli ultimi anni, con il 2025 chiuso su livelli simili al 2024. I green bond e i green loan hanno mostrato una forte crescita, mentre i sustainability-linked loan e i transition bond hanno registrato una lieve flessione. Le emissioni nell'APAC sono state trainate da istituzioni finanziarie e imprese, mentre governi e SSAs hanno registrato un leggero calo rispetto al 2024.
Per il 2026, ING prevede ulteriore crescita per l'APAC, con una possibile ripresa dei transition bond. Nei primi due mesi dell'anno sono stati emessi 257 miliardi di dollari; a marzo si è osservato un rallentamento dovuto alla volatilità dei mercati legata al conflitto in Medio Oriente. In sintesi:
- Molte aziende restano impegnate nei percorsi di decarbonizzazione e nella gestione del rischio climatico.
- Gli obiettivi al 2030 restano confermati.
- I governi continuano a utilizzare la finanza sostenibile come leva per finanziare la transizione, nonostante un lieve rallentamento.
- Le attività legate al debito di transizione potrebbero aumentare con l'evoluzione delle politiche.
- Il percorso globale verso la sostenibilità non è lineare, ma continua ad avanzare.
Secondo Jacomijn Vels, Global Head of Sustainable Solutions Group ING, «Il percorso di transizione è pieno di incognite e può essere complesso, ma è anche ricco di opportunità. Aiutiamo i clienti a orientarsi in questo contesto, gestire i rischi, creare valore e proteggerlo nel lungo periodo».

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