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22/04/2026

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Gli agenti AI stanno cambiando il modo di fare business nelle aziende

Sinopoli (Oracle): l'intelligenza artificiale è il cambio tecnologico più importante della storia

Abbiamo intervistato il VP Technology and Cloud Country Leader di Oracle Italy, Andrea Sinopoli, per farci raccontare perché la tappa italiana dell'Oracle AI tour è stata importante per parlare di innovazione nel nostro Paese. Il senso delle ventidue agentic capabilities integrate in Fusion e nella Data Platform rappresentano l'avanguardia, bastate sull'Oracle Cloud Infrastructure e soprattutto la sovranità digitale con Cloud@Customer, indicando le priorità per le imprese: governance degli agenti, sovranità dei dati e un ecosistema di partner per portare innovazione concreta alle PMI italiane e alle startup.
Perché quest'anno l'evento ha cambiato nome focalizzandosi interamente sull'intelligenza artificiale?

Oggi l'intelligenza artificiale è diventata pervasiva e il trend di richiesta tecnologica e necessità di innovazione che si sta autogenerando è ormai inarrestabile. Siamo di fronte al cambio tecnologico più importante della storia dell'uomo, con una curva di accelerazione davvero esponenziale che ci impone, come leader di mercato, di evolvere costantemente per restare al passo con le esigenze dei clienti.

Cosa rappresentano per voi le recenti ventidue "agentic capabilities" rilasciate sul mercato?

Questi nuovi rilasci fanno parte di un percorso volto a rendere l'intelligenza artificiale fruibile e trasparente, partendo dai processi core delle aziende. L'obiettivo è embeddare componenti di AI agentica direttamente all'interno delle applicazioni principali che gestiscono i processi aziendali, come la suite Fusion e le soluzioni verticali, arricchendo al contempo la nostra Data Platform e il database con queste nuove funzionalità.
In che modo riuscite a far evolvere il vostro DNA tecnologico senza stravolgere l'offerta per le imprese?

Il nostro sforzo consiste nel far evolvere il nostro legacy garantendo centralizzazione tecnologica, che è il valore vero per portare l'AI nel mondo enterprise assicurando sicurezza, scalabilità e performance. Sviluppiamo tecnologie seguendo il paradigma della piattaforma aperta, permettendo un'interconnessione fluida verso altri mondi e sistemi, mantenendo un ambiente dinamico ma strutturato.

Qual è il ruolo strategico dei partner nel mercato italiano, caratterizzato da tante piccole e medie imprese?

L'ecosistema dei partner è fondamentale per essere capillari in un mercato come quello italiano, dove il tessuto produttivo è fatto in gran parte di piccole e medie imprese. Il nostro compito è portare la tecnologia in maniera semplificata, integrata e aperta, permettendo ai partner, sia locali che verticali, di trasferire questo valore tecnologico in valore economico reale per i loro clienti.
L'intelligenza artificiale e gli agenti digitali finiranno per sostituire i software gestionali tradizionali?

L'AI aiuta ad automatizzare e alleggerire i processi che oggi gravano sull'utente finale, ma è molto complicato che possa sostituire completamente il "core" dei dati e dei processi strutturati. Gli agenti hanno bisogno del valore estratto dai dati aziendali per operare correttamente; non vediamo possibile uno scollegamento dai workflow strutturati, ma piuttosto una semplificazione dei vari layer applicativi dove la componente agentica sarà sempre più centrale.


Quali sono le sfide principali legate alla proliferazione di questi agenti intelligenti?

Con il moltiplicarsi di agenti interconnessi capaci di svolgere compiti complessi, il punto di attenzione diventa la loro governance. È necessario capire come regolarli e gestirli per evitare eccessi, dato che l'innovazione cresce in modo esponenziale; non si tratta di imbrigliare la tecnologia, ma di governarla correttamente all'interno del contesto aziendale.
Come si crea un vero vantaggio competitivo per le aziende attraverso l'AI enterprise?

Il vantaggio competitivo nasce quando l'intelligenza artificiale permette di accedere ai dati privati delle aziende in maniera sicura, senza farli confluire verso il mondo esterno. Se l'AI non viene utilizzata per creare valore reale o vantaggi per l'utente finale, rischia di rimanere un semplice esercizio stilistico di difficile misurazione.


Qual è il vostro approccio al tema della sovranità dei dati e del cloud?

Abbiamo reingegnerizzato il nostro cloud infrastrutturale per offrire soluzioni di "Cloud@Customer", che permettono di replicare l'intero stack dei nostri servizi direttamente nei datacenter dei clienti o dei partner. Questo ci permette di rispettare i concetti di sovranità tecnologica senza rinunciare alle performance delle migliori tecnologie enterprise, offrendo un modello di gestione che può essere affidato direttamente al partner o al cliente. Ma ovviamente resta assolutamente attiva la possibilità per i clienti di avere un cloud nel vero termine della parola che sia sovrano, capace di rispondere a tutte le normative, tanto che è stato scelto per il Polo Strategico Nazionale (PSN), dove come Oracle forniamo le infrastrutture cloud sicure e sovrane adatte a gestire dati critici della Pubblica Amministrazione.


Perché oggi anche le startup mostrano un forte interesse verso una realtà storica come la vostra?

Negli ultimi anni abbiamo fatto un grande sforzo per rinnovare la percezione del brand e dimostrare che le nostre tecnologie sono aperte e integrate. Le startup ci scelgono perché offriamo strumenti all'avanguardia che permettono di evitare il "lock-in" tecnologico, lasciandole libere di scalare e integrare i propri sistemi senza vincoli eccessivi.


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