Marco Salerni (S2E): innovazione e crescita nell'era digitale
Trasformazione delle competenze in prodotti proprietari
Attualmente le aziende si trovano spesso sospese tra la rincorsa alle prestazioni e un'arretratezza strutturale difficile da colmare. Marco Salerni, General Manager di S2E, ci guida attraverso le sfide della consulenza moderna, spiegando come la sua azienda stia trasformando le competenze in prodotti proprietari e perché la sovranità dei dati sia diventata la nuova frontiera competitiva globale.
Come descriverebbe l'attuale stato del mercato per le aziende?
Il mercato vive una situazione dicotomica: da un lato c'è una forte incertezza alimentata da novità tecnologiche che arrivano come veri e propri "tsunami", travolgendo i modelli di lavoro precedenti.
Dall'altro, persiste uno stato di arretratezza importante, dove si inseguono ancora inefficienze che avrebbero potuto essere risolte anni fa con tecnologie già allora disponibili.
Qual è il divario principale tra tecnologia e fattore umano?
La velocità con cui la tecnologia avanza è oggi molto più elevata della nostra predisposizione umana al cambiamento. Mentre l'innovazione impatta direttamente sui processi aziendali, la nostra capacità di adattamento resta più lenta, lasciando molte imprese in balìa degli strumenti.
Quanto preoccupano le innovazioni nel campo della cybersecurity, come il caso Mythos di Anthropic?
Si tratta di novità talmente recenti che se ne sta ancora misurando la portata, ma potenzialmente possono travolgere pezzi importanti del mercato della cybersecurity. Queste tecnologie espongono le aziende a rischi molto più critici di quelli emersi finora, rendendo impossibile sentirsi "tranquilli" semplicemente installando una soluzione standard.
Perché avete deciso di puntare massicciamente sulle soft skill all'interno di S2E?
In un contesto così incerto, viene premiato chi è più pronto al cambiamento. Dal 2019 portiamo avanti un programma strutturato focalizzato su problem solving, attitudine al cambiamento e valori condivisi; vogliamo che il nostro team di oltre 400 persone si muova all'unisono per essere resiliente e pronto ad aiutare il cliente a navigare l'innovazione senza subirla.
S2E sta evolvendo da società di consulenza a produttore di tecnologia?
Sì, pur mantenendo un approccio consulenziale e una visione d'insieme tecnologica, investiamo molto nello sviluppo di prodotti proprietari.
Quando raggiungiamo una competenza specifica in una verticale, la trasformiamo in autorevolezza e poi in prodotto, dando vita a spin-off come Galene.AI.
Cosa rende la vostra piattaforma Galene.AI così rilevante oggi?
Con Galene.AI abbiamo sviluppato una piattaforma di Private AI (intelligenza artificiale sovrana) che permette alle aziende di governare i propri dati privati al 100% "dentro casa". È un tema estremamente attuale in Europa e in Italia, tanto che operatori come Gartner e partner come Nvidia ci riconoscono una posizione molto avanzata in questo ambito.
Come ha influito la partnership con grandi player come Nvidia sulla vostra crescita?
Le collaborazioni con Nvidia, Dell e TD SYNNEX ci hanno proiettato istantaneamente sui mercati mondiali. Nel giro di un solo anno abbiamo iniziato a presidiare quasi tutta l'Europa e anche paesi extraeuropei, trasformandoci da realtà locale a player internazionale con una scalabilità completamente diversa.
Quali sono i settori più sensibili alla protezione dei dati tramite l'AI?
L'esigenza è trasversale, ma i più attenti sono i settori che gestiscono dati riservati, sensibili o classificati, come la difesa, il farmaceutico, la sanità e il manifatturiero che deve proteggere i propri brevetti. Chiunque abbia asset informativi critici non può rischiare di esporli utilizzando strumenti di IA generativa non protetti.
Cosa prevede il vostro piano industriale per il biennio 2026-2027?
Puntiamo a una crescita sana, con un focus fortissimo su tutto ciò che è scalabile e ricorrente, in particolare sui nostri prodotti.
L'aspettativa è di ottenere un ritorno importante sia in Italia che all'estero, continuando a crescere senza però rinunciare ai nostri valori, che consideriamo fondamentali per restituire valore a tutti i nostri stakeholder.

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