La crisi in Medio Oriente spinge al rialzo prezzi di energia e chimica in Asia | BusinessCommunity.it
BusinessCommunity.it

25/03/2026

idee

La crisi in Medio Oriente spinge al rialzo prezzi di energia e chimica in Asia

Coface: l'instabilità nella regione riduce scorte di nafta e GPL, spingendo su costi per Cina, India e Giappone

Instabilità nella zona del Golfo influisce subito sui mercati asiatici. Secondo un'analisi di Coface, le tensioni in Medio Oriente e le interruzioni nello Stretto di Hormuz hanno provocato un brusco aumento dei prezzi di nafta, GPL, metanolo e dei principali feedstock chimici. I produttori asiatici, che dipendono per il 60-70% dalla nafta mediorientale e per il 45% dal GPL, stanno già avvertendo la stretta dell'offerta. Il rialzo dei costi si sta trasmettendo rapidamente ai settori downstream, in particolare in Cina, Corea del Sud, Giappone e India.



Perché la regione è cruciale per la catena del valore petrolchimico


- Flusso di feedstock: il Medio Oriente è uno dei maggiori esportatori di nafta, GPL e metanolo. La maggior parte di questi prodotti transita attraverso lo Stretto di Hormuz verso hub petrolchimici asiatici come Cina, Corea del Sud, Giappone e Thailandia, alimentando gli steam cracker regionali.
- Costi di produzione bassi: i paesi del GCC beneficiano di abbondante etano a prezzo contenuto, permettendo la produzione di etilene a costi molto competitivi. Questo vantaggio ha favorito quote di mercato importanti, con Cina che importa il 30% dell'etilene dal GCC e India il 50%. Circa l'84% delle esportazioni di polietilene passa per lo Stretto.

- Scorte di nafta in calo: le riserve attuali coprono solo 2-3 settimane di consumo. La debolezza ciclica dei settori downstream, come edilizia e automotive, ha limitato l'accumulo di scorte, accentuando la pressione sui prezzi.


Rischi derivanti dalle interruzioni


- Impatto sulla produzione e sui margini: anche un conflitto di breve durata richiederebbe tempo per riavviare gli impianti. Raffinerie in Corea del Sud e Singapore hanno già invocato forza maggiore, sospendendo ordini di polietilene e polipropilene. L'assenza di rotte alternative per GPL e nafta nel GCC aumenta la vulnerabilità della catena di approvvigionamento asiatica.


- Ricerca di alternative: l'India, che importa metà della nafta, potrebbe incrementare la produzione nazionale da greggio russo, sebbene a costi di trasporto più elevati. Gli Stati Uniti, con l'etilene a basso costo grazie al cheap ethane, potrebbero ampliare le esportazioni verso l'Asia, migliorando i margini. La Cina potrebbe accrescere la produzione di coal-to-olefins (CTO) e methanol-to-olefins (MTO), ma la dipendenza dal metanolo importato dal GCC rimane un punto debole, con prezzi già in rialzo.
- Ridefinizione delle dinamiche di mercato: se le interruzioni si prolungassero oltre qualche settimana, i prezzi globali continuerebbero a salire, con possibili carenze di propilene e aromatici in Asia. Gli Stati Uniti aumenterebbero la produzione, mentre l'Unione Europea affronterebbe costi energetici più alti, con rischi di trasferimento di tali costi ai segmenti downstream, che attualmente hanno capacità limitata di assorbire ulteriori aumenti. La dipendenza europea dall'etilene statunitense è cresciuta, passando dal 12% al 45% delle importazioni tra il 2016 e il 2024, mentre la quota del GCC è scesa dal 50% al 24%. L'India potrebbe emergere come vincitore grazie alla vicinanza ai principali hub petrolchimici e all'accesso a petrolio russo, facilitato da una recente deroga di 30 giorni per la vendita all'India.


Copertina BusinessCommunity.it
Sommario del magazine di questa settimana

Idee e Opinioni

Fare Business

Marketing

Digital Business

Finanza e investimenti

Sport Business

Leisure

BusinessCommunity.it - Supplemento a G.C. e t. - Reg. Trib. Milano n. 431 del 19/7/97
Dir. Responsabile Gigi Beltrame - Dir. Editoriale Claudio Gandolfo
Politica della Privacy e cookie