Ritorno dello stato imprenditore in Italia - Libro "Mal di Stato"
Stefano Cingolani (per Rubbettino): analisi critica del neostatalismo italiano
Negli ultimi due decenni, soprattutto in Italia, si è assistito al ritorno massiccio dell'intervento statale nell'economia, superando la mera gestione delle emergenze. Questo fenomeno, già avviato a livello globale dopo l'11 settembre 2001 e acuito dalla crisi del 2008 e dalla pandemia, ha trasformato lo Stato in un attore dominante che soffoca il mercato, frena l'innovazione e mina la trasparenza democratica. Un quadro d'insieme del fenomeno, e delle sue ripercussioni, lo traccia la penna magistrale di Stefano Cingolani, giornalista e scrittore, specializzato in politica estera ed economia, editorialista del quotidiano Il Foglio nel suo recente scritto Mal di Stato. Il ritorno della mano pubblica nell'economia italiana, edito da Rubbettino.
Il libro analizza la "restaurazione statalista" italiana, dove lo Stato agisce contemporaneamente da arbitro e giocatore, favorendo oligarchie politiche ed economiche. Da uno Stato che costava, con i suoi frequenti, ingenti fondi di dotazione richiesti, a produttori indiretti di flussi finanziari che dalle imprese tornano allo Stato stesso.
Nel testo sono ripresi strumenti tradizionali come le partecipazioni statali e se ne introducono di nuovi, come il golden power, usato spesso in modo arbitrario per controllare settori strategici. Il testo individua sette direttrici dell'intervento statale: uso politico delle partecipate, espansione della Cdp, uso eccessivo del golden power, rinazionalizzazioni, interferenza nella governance aziendale, capitalismo clientelare e il contrasto con la nuova economia italiana (il "quinto capitalismo").
Come scrive l'Autore "Sono state rinazionalizzate imprese e infrastrutture, in parte per far fronte a delle crisi improvvise (per esempio il crollo del ponte Morandi), in parte per mancanza di alternative, in gran parte, come dimostra il caso dell'Ilva di Taranto, per soggiacere a un impasto di populismo, giustizialismo e cultura anti-industriale. L'intervento del governo nelle logiche di mercato si è tradotto anche in leggi e in prassi che determinano le strategie industriali, la governance interna, la scelta dei manager che dovrebbe spettare ai consigli di amministrazione in ogni azienda privata".
Per Cingolani quindi il ritorno dello Stato imprenditore è non sempre efficace e destinato al fallimento, ostacolando anziché favorire lo sviluppo e la modernizzazione. La conclusione è chiara: il neostatalismo rappresenta un inciampo alla crescita del Paese.
Un libro interessante, di analisi critica ma quanto mai attuale nel contesto che stiamo vivendo. Basti solo pensare alla grande sfida della nuova difesa e le ingenti risorse che questa richiederà.
Federico Unnia
Aures Strategie e politiche di comunicazione

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