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11/03/2026

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La crisi demografica nei reparti tecnici delle PMI italiane minaccia l'Industria 4.0

Adami (Adami & Associati): la mancanza di ingegneri under 35 rischia di bloccare i progetti di digitalizzazione imprese manifatturiere

Le piccole e medie imprese manifatturiere italiane stanno affrontando una grave carenza di personale tecnico giovane. In media, gli uffici tecnici contano tre ingegneri meccanici di 58, 61 e 64 anni, un tecnico di processo di 55 anni e un progettista CAD di 52 anni; l'età media è di 58 anni e non vi è alcun dipendente sotto i 35 anni. Nei prossimi cinque anni sono previsti tre pensionamenti, proprio mentre le stesse realtà devono implementare sistemi MES, digitalizzare i processi, introdurre robotica collaborativa e passare a materiali sostenibili.
Carola Adami, Amministratore Delegato di Adami & Associati, osserva che "Non è raro trovare uffici tecnici dove l'età media supera i 55 anni, con una quasi totale assenza di professionisti sotto i 35. Il paradosso è che queste sono spesso le aziende più competenti tecnicamente, con know-how stratificato negli anni. Ma quel know-how è concentrato in una generazione che se ne andrà tutta insieme nei prossimi 5-7 anni".

I dati raccolti mostrano pattern ricorrenti:

- Età media sopra i 50-55 anni in più della metà degli uffici tecnici.
- Quasi totale assenza della fascia 25-35 anni.
- Cluster di pensionamenti: 2-3 figure chiave in 24-36 mesi.
- Nessun piano di sostituzione formalizzato.
- Progetti di Industria 4.0 che richiedono 3-5 anni rimangono incompleti quando i responsabili senior vanno in pensione.
Le PMI investono centinaia di migliaia di euro in tecnologie avanzate, ma quando il responsabile tecnico di 62 anni si ritira il progetto si blocca. La difficoltà non riguarda solo competenze generiche, ma la conoscenza ibrida che combina sistemi digitali nuovi con impianti e processi consolidati, conoscenza che richiede anni per essere costruita.

Un rapido test di 60 secondi può evidenziare il rischio:

- Qual è l'età media del vostro ufficio tecnico?

- Quanti dipendenti hanno più di 55 anni?

- Quanti hanno meno di 35 anni?

- Quanti andranno in pensione nei prossimi 5 anni?

- Chi può sostituirli internamente?

Se l'età media supera 52 anni, più del 50% ha più di 55 anni o non esistono under-35, il margine di tempo si riduce a due-tre anni, poiché sono necessari almeno 24-36 mesi per formare adeguatamente un giovane ingegnere.
Le conseguenze sono già visibili:

- Rimandi negli investimenti in automazione per mancanza di risorse interne.
- Dipendenza crescente da consulenti esterni per attività una volta gestite internamente.


- Difficoltà a partecipare a bandi PNRR e Transizione 4.0 per carenza di capacità progettuali.
- Perdita di appeal verso clienti che valutano l'innovazione del fornitore.
- Impossibilità di attrarre talenti digitali in contesti dove sarebbero gli unici under-40.
Le soluzioni suggerite da Adami includono:

- Assunzioni junior immediate con affiancamento di 24-36 mesi, evitando l'attesa del pensionamento.
- Codificazione sistematica del know-how mediante documentazione, video e database di soluzioni.
- Partnership con ITS e università per stage strutturati e tesi applicate.
- Pensionamento flessibile e consulenza post-uscita per trattenere competenze chiave.


"Le fabbriche del 2030 le progetteranno gli ingegneri che formate oggi, nel 2026, non quelli che cercherete nel 2029 quando il responsabile tecnico andrà in pensione", conclude Adami. La pressione demografica è reale; le PMI che investono ora nel ricambio generazionale tecnico saranno quelle in grado di competere con macchinari avanzati e una forza lavoro pronta a gestirli.


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