Crescita salariale 2025: +3,4% supera l'inflazione e guarda al 2026
Quarti (ODM Consulting): dal 2021 un lavoratore italiano ha perso in media circa 430 euro lordi l'anno rispetto alla media nazionale
ODM Consulting, società di consulenza HR di Gi Group Holding, ha pubblicato l'indagine retributiva aggiornata al 30 settembre 2025. Il dato principale è un incremento medio delle retribuzioni del +3,4% rispetto all'anno precedente. Per il secondo anno consecutivo la crescita salariale è superiore all'inflazione, e le proiezioni indicano la possibilità di mantenere il trend anche nel 2026.
Le retribuzioni medie annuali, espresse in valore lordo, sono riportate nella tabella seguente. La RTA comprende la retribuzione fissa (RBA) più la quota variabile effettivamente percepita.
Categoria di Inquadramento (dati in euro)
Dirigenti: RBA 121.627, RTA 142.510;
Quadri: RBA 65.268, RTA 70.507;
Impiegati: RBA 36.373, RTA 37.971;
Operai RBA 29.560, RTA 30.275.
La percentuale di variabile di breve periodo, legata al raggiungimento degli obiettivi, varia per inquadramento. Le prime cinque soglie sono:
- Direttori: 20%- 35% della RBA.
- Altri Dirigenti: 18%-25% della RBA.
- Quadri: 14%-18% della RBA.
- Impiegati: 6%-10% della RBA.
- Premio di risultato: valore medio annuo pari a 1.608 euro, in linea con l'anno precedente.
Le dimensioni aziendali influiscono in modo diverso sulla retribuzione base. In generale, le retribuzioni aumentano con la dimensione dell'organizzazione. Il maggior scostamento positivo rispetto alla media nazionale è registrato per i Dirigenti nelle grandi imprese (+8,5%). Per gli Operai la differenza più marcata è +3,3% nelle grandi aziende, mentre le piccole realtà mostrano un calo del 9,0% per Impiegati e Operai.
La collocazione geografica determina ulteriori variazioni. Il Nord Ovest registra le retribuzioni più elevate, con l'eccezione degli Operai, i cui guadagni sono più alti nel Nord Est (+4,7%). Lo scostamento negativo più marcato è osservato per i Quadri nel Sud (-9,1%).
Il settore di appartenenza incide in misura minore, ma rimane significativo. Per i Dirigenti, il settore Finanza è il più remunerativo (+14,4% rispetto alla media), seguito dal Commercio (+3,2%). Nella Finanza e nell'Industria gli Impiegati percepiscono gli stipendi più alti (+10,6% e +6,1%); il Commercio e i Servizi sono i più bassi (-7,9% e -7,4%). Per gli Operai, la Industria offre un vantaggio (+2%), mentre il Commercio è al di sotto della media (-7,3%).
L'inflazione, secondo i dati ufficiali del FMI, si è attestata all'1,7% a fine 2025. Anche con una previsione del 2,0?% per il 2026, la crescita media delle retribuzioni fisse lorde è stimata al +3,5?%, garantendo così un margine positivo rispetto all'inflazione.
"Dalla nostra indagine retributiva emerge che solo a partire dal 2024 si osserva un differenziale positivo tra incremento retributivo e inflazione, un trend che dovrebbe mantenersi positivo anche nel 2026", commenta Miriam Quarti, Responsabile area Reward & Engagement di ODM Consulting. "Sono ormai lontani i record di inflazione toccati a fine 2022, anche se i prezzi si sono stabilizzati su valori più elevati in modo permanente". "Analizzando il trend delle retribuzioni nominali e reali degli ultimi sei anni, si rileva che dal 2021 un lavoratore italiano ha perso in media circa 430?euro lordi l'anno rispetto alla media nazionale".
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