Adaptability e upskilling: le professioni più richieste nel 2026
Rosati (agap2): la ricerca di talenti ibridi accelera mentre le hard skill scadono in due anni
Il mercato del lavoro nel 2026 si basa su adaptability e upskilling. Dopo due anni di dibattito sulle nuove tecnologie, le imprese stanno trasformando l'intelligenza artificiale, la green innovation e l'industria 5.0 in pratiche operative concrete. Questa evoluzione spinge le aziende a cercare profili altamente qualificati con competenze ibride, capaci di integrare conoscenze tecniche e visione d'insieme.
Le analisi di agap2 indicano che le hard skill hanno una durata media di circa due anni prima di diventare obsolete. Di conseguenza, la formazione continua non è più un'opzione ma una necessità per restare competitivi.
"Il 2026 - precisa Alessandro Rosati, CEO di agap2 - rappresenta uno spartiacque: non basta più essere spettatori dell'innovazione, bisogna saperla gestire. La capacità di disimparare e imparare di nuovo diventa il vero vantaggio competitivo per i candidati, ma anche per le aziende. Il prossimo periodo richiederà professionisti in grado di trasformare la rapidità del cambiamento in un asset strategico".
Ecco i cinque profili più richiesti secondo agap2:
- Energy manager e sustainability engineer: passano da consulenti a architetti della transizione, riprogettano il ciclo di vita dei prodotti secondo l'economia circolare e integrano fonti rinnovabili e tecnologie di cattura della CO? per garantire resilienza operativa e conformità agli standard ESG.
- Ingegnere dell'automazione 5.0: realizza ecosistemi in cui robotica avanzata e operatori umani collaborano (cobot), sfruttando Cloud Manufacturing ed Edge Computing per linee produttive iperflessibili che si auto-ottimizzano in tempo reale.
- AI implementation specialist (o AI architect): funge da ponte tra data science e business, integra AI generativa e modelli predittivi nei workflow aziendali, automatizza decisioni complesse e personalizza l'esperienza cliente su scala industriale.
- Cybersecurity governance consultant: con la normativa NIS2 e il Cyber Resilience Act, gestisce la sicurezza dell'intera supply chain, trasforma la protezione dei dati in un vantaggio competitivo e coordina risk management, compliance e resilienza infrastrutturale.
- Data engineer: costruisce pipeline di dati scalabili e sicure, garantisce la qualità e l'interoperabilità dei dataset, trasforma flussi grezzi in infrastrutture pronte per analisi strategiche e decision making automatizzato.
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