Parliamo di Salario Minimo o dei troppi CCNL?
La pandemia ha ridefinito il rapporto con il lavoro, portando all'attenzione temi come l'equilibrio, i contratti aziendali, il welfare e la riduzione dell'orario lavorativo.
In Italia, si discute spesso del "salario minimo", ma forse sarebbe più utile concentrarsi sulla revisione dei contratti collettivi, troppo numerosi e spesso orientati al ribasso sui diritti dei lavoratori. In fondo è il rovescio della stessa medaglia. Attualmente, esistono oltre 900 contratti collettivi nazionali e oltre 10.000 contratti decentrati o aziendali: troppi! Tiziano Treu voleva passare, qualche anno fa, da 900 a 4 grandi contratti collettivi nazionali: fantascienza. Ma il contratto stipulato dai bancari potrebbe aver aperto una strada nuova. Il problema oggi non è più rappresentare i lavoratori, ma anche avere la capacità di soddisfare le esigenze sia dei lavoratori sia delle aziende. Una concertazione molto complessa, ma in uno stesso comparto non tutti i lavoratori sono uguali e non tutte le aziende hanno le stesse esigenze. Possiamo dire che l'attuale eccesso di contratti collettivi rappresenta un ostacolo alla creazione di un sistema di lavoro più equo ed efficiente?
