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26/05/2024

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Cosa le aziende possono imparare dal presunto sfruttamento del lavoro del Gruppo Armani e i bilanci di sostenibilità

Balzan (ARB SBPA): le incongruenze contenute all'interno del bilancio di sostenibilità 2022 del Gruppo Armani possono essere un problema

Gli esperti hanno esaminato i recenti sviluppi riguardanti le Giorgio Armani Operations, azienda sotto inchiesta per presunto sfruttamento del lavoro.
In seguito, Ada Rosa Balzan, fondatrice e CEO di ARB SBPA, ha analizzato le lacune nel bilancio di sostenibilità 2022 del Gruppo Armani.
Le criticità individuate sollevano questioni cruciali sull'integrità aziendale e la responsabilità sociale.
Questo caso evidenzia l'importanza di una gestione trasparente e etica, fondamentale per il successo e la reputazione di qualsiasi impresa.

Il CDA, il Presidente e l'Amministratore Delegato sono sempre responsabili di ciò che viene scritto nel bilancio di sostenibilità, che viene da loro approvato


È scritto nel presente bilancio, a pag.14, che Giorgio Armani è sia Presidente che Amministratore delegato del Gruppo Armani: "Al 31 dicembre 2022, il Gruppo Armani è composto da società dislocate in tutto il mondo e controllate in quasi tutti i casi al 100% dalla capogruppo Giorgio Armani S.

p.A con sede centrale a Milano che ne garantisce a livello globale le funzioni operative e di staff. Giorgio Armani, oltre a presiedere il Consiglio di Amministrazione (CDA), ricopre la carica di Amministratore Delegato. 

Sebbene personalmente dispiace che una persona a 89 anni veda rovinata la sua carriera e immagine in questo modo, in qualità di Presidente e Amministratore Delegato del Gruppo Armani ne è diretto responsabile con gli altri membri del CDA e non può dire di non sapere. Se non si era adeguatamente informato o viceversa ha delegato ad altri in toto questo aspetto, ha sottovalutato l'importanza e la strategicità della tematica. Ciò rappresenta un rischio grave che si è preso essendo la catena di fornitura nel settore moda uno dei principali elementi di rischio da presidiare e rendicontare per la tutela della propria reputazione e del valore economico dell'azienda.



Il comitato strategico di sostenibilità, che nel caso del Gruppo Armani è nato nel 2021, non basta che ci sia ma dev'essere composto anche da membri del CDA, in quanto le tematiche di sostenibilità sono tra i rischi che vanno maggiormente presidiati dalle aziende di questo calibro.

 

I membri del CDA non possono essere relazionati solo 3 volte l'anno senza partecipare alle riunioni mensili (vedi pag. 19 del Bilancio di sostenibilità 2022 del Gruppo Armani) su una tematica materiale. Ciò che si consiglia sempre, invece, è che nel comitato di sostenibilità debba essere presente il Presidente e/o l'Amministratore Delegato e le figure che rappresentano la proprietà dell'azienda e che esse siano sempre aggiornate su queste tematiche come lo sono sui flussi economici. "Il Comitato Strategico di Sostenibilità - creato nel 2021 per rafforzare la governance e costituito dal Consigliere delegato alla Sostenibilità, dal Direttore Sostenibilità di Gruppo e dall'Executive Leadership Team - si è riunito mensilmente per declinare gli indirizzi strategici in linee guida specifiche da sottoporre ad approvazione al CdA. Ciascuna riunione è stata occasione di approfondimento di tematiche e trend di sostenibilità e momento di approvazione di linee guida e progetti integrati con la strategia di business attraverso percorsi di analisi dei rischi sociali e ambientali all'interno della catena del valore. Nel corso dell'anno, il Comitato ha incontrato tre volte il Presidente e i membri del CdA per sottoporre progetti strategici, nuovi obiettivi e attività finalizzate al raggiungimento delle performance di sostenibilità nonché per condividere aggiornamenti sui principali trend ed evoluzioni della sostenibilità nel settore in cui il Gruppo opera e negli altri mercati di riferimento.


" Pag.19 del Bilancio di sostenibilità 2022 del Gruppo Armani 



Materialità significa che quell'aspetto specifico della sostenibilità può rappresentare un rischio ma anche un'opportunità per l'azienda. Se un tema risulta essere materiale significa che si deve presidiarlo in modo più attento e continuativo degli altri, con azioni e misurazioni specifiche che qui non sono descritte.


La catena di fornitura nel settore moda è sempre tra i temi materiali quindi non va mai sottovalutato per i contraccolpi che può generare sulla brand reputation una sua non adeguata gestione. Nelle aree di azioni prioritarie elencate all'interno del Bilancio di sostenibilità 2022 del Gruppo Armani, a pag.20 si trova la dicitura "procedure specifiche per monitorare la selezione dei fornitori". A pag.32 alla voce "Prosperity" la gestione responsabile della catena di fornitura con le specifiche "rispetto dei diritti umani e dei lavoratori" e "aspetti di sostenibilità della catena di fornitura". E a pag.37, fra i principali fattori esterni di rischio, si evidenziano le violazioni dei diritti umani lungo la catena di fornitura, inadempienze, non conformità in ambito ESG delle terze parti.


Mentre a pag.87 la visione di prosperità che vuole coinvolgere l'intera collettività e anche la catena di fornitura. Non ci sono specifiche descrizioni di azioni messe in campo per presidiare queste tematiche.



In un bilancio di sostenibilità non si possono inserire affermazioni di principi vaghi e generici, servono dati, numeri, prove e iniziative concrete che l'azienda fa in ambito ESG. 


Nel bilancio di sostenibilità 2022 del Gruppo Armani mancano i dati concreti. Quanti audit complessivi sono stati fatti? Sono stati eseguiti solo sui documenti? Si sono svolti da remoto o in presenza? Erano programmati o a sorpresa? Fare l'audit sul 10% dei nuovi fornitori per un tema così materiale è un campione non rappresentativo per la propria analisi del rischio. Soprattutto alla luce di quest'affermazione inserita in grassetto, a pag. 103, nel bilancio di sostenibilità "Le principali anomalie riscontrate nel corso del 2022 riguardano prevalentemente la sub fornitura e fanno riferimento a tematiche di salute e sicurezza e di gestione del personale". Quindi erano già state riscontrate delle anomalie ma non c'è menzione di come sono state gestite e risolte.


Anche lato salariale non ci sono indicazioni dell'"attività puntuale di raccolta dei dati salariali" condotta sulle specifiche salariali che il Gruppo Armani dichiara di fare sui fornitori a livello globale di 1° e 2° livello. 



La nota metodologica non è una semplice appendice del bilancio di sostenibilità ma dichiara i principi e le linee guida adottate per redigerlo, è un aspetto fondamentale del bilancio stesso (pag. 128 del Bilancio di sostenibilità 2022 del Gruppo Armani)


In linea con quanto previsto dai GRI Standards, il Gruppo Armani si è basato sui principi di rilevanza, inclusività degli stakeholder, completezza e contesto di operatività del Gruppo. I principi di equilibrio, accuratezza, affidabilità, comparabilità, chiarezza e tempestività sono stati invece seguiti con riferimento alla qualità delle informazioni rendicontate. I contenuti oggetto di rendicontazione sono stati predisposti sulla base dell'analisi di materialità - effettuata nel 2022 e confermata nel 2023 attraverso una survey dedicata - che ha permesso di individuare gli aspetti materiali per il Gruppo e i suoi stakeholder e di identificare gli impatti generati diretti e indiretti, positivi e negativi.


Il presente Bilancio è stato sottoposto a giudizio di conformità ("limited assurance engagement" secondo i criteri indicati dal principio ISAE 3000 Revised) da parte di KPMG S.p.A. La verifica è stata svolta secondo le procedure indicate nella "Relazione della Società di Revisione Indipendente", inclusa nel presente documento. Il Bilancio è stato sottoposto ad approvazione da parte del CdA del Gruppo Armani in data 12 luglio 2023. Pag.128

 

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