Decision Solutions-Nomisma
ha messo in evidenza come
anche nel 2009 siano stati
gli operatori del settore
agricolo a investire in misura
maggiore rispetto agli altri
comparti economici, seguiti
da quelli dei servizi e del
settore manifatturiero. Il
settore dell’agricoltura
conferma anche il livello di
minore rischiosità creditizia,
storicamente osservato
in questo comparto, con
un tasso di sofferenza
che si attesta al 3% a fine
2009. È stato invece il
settore dell’edilizia e opere
pubbliche a registrare a fine
anno il tasso di sofferenza
più elevato (9,27%), seguito
dai servizi e trasporti
(9,11%) e dal commercio
(8,93%).
Per quanto riguarda la
propensione a investire, nel
2010 è il commercio l’unico
comparto il cui numero di
investitori risulta in crescita
rispetto al 2009 (+4%), in
particolare per la ricerca di
nuovi locali, nuovi prodotti
e mercati. Al contrario, il
settore manifatturiero è
quello in cui è prevista la
contrazione maggiore,
con un crollo dei POE
investitori dal 35,8% del
2007 al modesto 18,1%
del 2010, seguito dal
terziario, che risente della
contrazione della domanda
internazionale.
“Se sul fronte degli
investimenti e della
propensione a investire
le piccole imprese si
confermano molto caute,
anche domanda e offerta
di credito appaiono
ancora condizionate da
un’estrema prudenza –
spiega Davide Capuzzo,
Analytics Director di CRIF
Decision Solutions -. Gli
impieghi erogati dal sistema
bancario alle imprese
hanno proseguito il proprio
trend di decelerazione fino
a raggiungere a fine 2009
valori di crescita prossimi
allo zero per tutte le tipologie
societarie. Tale trend si
inquadra in un contesto
di estrema attenzione
alla qualità del credito da
parte delle banche e di
attesa nell’operare nuovi
investimenti da parte delle
imprese. La qualità dei
finanziamenti ai Piccoli
Operatori Economici ha
mostrato per tutto il 2009
un deciso peggioramento,
confermando che il
perdurare della crisi
economica non ha ancora
esaurito il suo effetto
negativo sull’evoluzione
degli indicatori di rischio
di credito. Infatti, i lievi
segnali di rallentamento
nella crescita dei tassi di
sofferenza, insolvenza grave
e lieve, percepiti a fine
2009, non sono confermati
dall’evoluzione dei tassi di
decadimento che misurano
le nuove posizioni a
sofferenza e che continuano
a manifestare per l’intero
2009 un trend crescente”.