informatizzazione,
sicurezza). L’aumento
degli investimenti produttivi
dovrebbe pertanto essere
strettamente collegato
proprio alla ripresa
dell’economia e alla
conseguente richiesta di
merci e materiali. Nella
seconda parte del 2010
e nel 2011, le attese di
crescita - un segnale
positivo si rileva dall’indice
di produzione industriale
che nel primo trimestre
2010 è aumentato del
3,1% - potrebbero quindi
incentivare
l’aumento degli
investimenti
fissi effettuati
dai POE.
Sul fronte
del credito
bancario,
domanda
e offerta
appaiono
ancora
condizionate
da un’estrema
prudenza,
tanto che a
fine 2009 gli
impieghi erogati
ai POE hanno
raggiunto valori
di crescita
prossimi allo
zero (+0,19%
rispetto al 2008
per le imprese produttrici;
-0,28% per le società non
finanziarie). Nel dettaglio, i
crediti con durata superiore
a 5 anni sono in aumento,
mentre presentano un trend
in netto peggioramento
quelli con durata inferiore
a un anno (da +7,78%
a -8,55% nell’arco di 12
mesi) così come quelli
tra 1 e 5 anni (-6,85%).
Dall’analisi della rischiosità
del credito concesso alle
microimprese, per tutto
l’arco del 2009 emerge
un deterioramento che
conferma che il perdurare
della crisi non ha ancora
esaurito il suo effetto: i lievi
segnali di rallentamento
nella crescita dei tassi di
sofferenza, insolvenza grave
e insolvenza lieve registrati
a fine anno non sono infatti
confermati dall’evoluzione
del tasso di decadimento
(ovvero l’indice di rischio
di credito di tipo dinamico
che misura le nuove
sofferenze e i ritardi di 6 o
più rate nell’ultimo anno di
rilevazione).
In dettaglio, il ritmo di
crescita del tasso di
sofferenza sta rallentando,
anche se a dicembre 2009
aveva raggiunto il 7,59%,
con un incremento di quasi
2 punti percentuali nel corso
dell’anno di rilevazione. I
tassi di insolvenza leggera
e grave, invece, mostrano
una sostanziale stabilità, pur
con un lieve miglioramento
a fine 2009, collocandosi
rispettivamente al 4,5 %
e al 2,2%. Al contrario, i
tassi di decadimento hanno
continuato a crescere per
tutto il 2009, e in particolare
quello a 90 giorni ha
registrato un incremento
più rapido, sfiorando a fine
anno il 7%, oltre un punto
e mezzo percentuale in più
rispetto all’anno precedente.
L’Osservatorio CRIF
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