Come si affrontano le sfide
dell’internazionalizzazione?
Il Gruppo Mapei
crede da molto tempo
nell’internazionalizzazione.
Il primo investimento
produttivo all’estero risale
al 1978, e fu in Canada.
Parliamo ormai di 32 anni fa.
Ci abbiamo creduto perchè
ci ritenevamo in grado di
confrontarci localmente.
Allora la visione del mercato
internazionale dall’Italia
era quella del mercato
nordamericano, poi abbiamo
allargato a tutto il mondo.
Questa visione ci ha portato
un grosso ritorno anche
in Italia. Ampliarci a livello
internazionale e confrontarci
con tutti i competitor
locali, cercando di fare
innovazione e operando per
acquisire quote di mercato,
ci ha molto potenziato
anche in Italia, ma non
solo. Ci ha permesso di
accumulare un know-how
importante che riusciamo
poi a utilizzare anche
con una specie di “cross
fertilization” in tutti i Paesi
del mondo in cui siamo
presenti. Quando abbiamo
fatto il primo investimento in
Canada eravamo una PMI.
Il Gruppo fatturava circa
20 miliardi delle vecchie
lire. Bisogna avere una
visione imprenditoriale
estremamente determinata
a crescere. Sono convinto
che come imprenditori
non possiamo pensare
di rimanere protetti nella
nostra nicchia, di prodotto
o geografica, perché la
concorrenza globale spazza
via tutte queste difese. Se
qualcuno vuole crescere
e continuare ad avere una
posizione imprenditoriale
importante, deve per
forza internazionalizzarsi
e ragionare in termini di
mercato globale e di relative
quote.
L’importanza della R&D
e dell’innovazione nei
momenti di crescita e nei
momenti di crisi.
Per il Gruppo Mapei
Ricerca e Sviluppo sono
fondamentali. Abbiamo
sempre avuto una crescita
importante prima degli ultimi
due anni di crisi: parliamo,
come dicevo prima, di
un incremento medio del
15% all’anno. Una crescita
basata su tre fattori. Il primo
è la specializzazione nella
chimica per l’edilizia, in
particolare negli adesivi,
dove siamo il numero uno
al mondo. Il secondo è
l’internazionalizzazione:
Mapei produce con 57
stabilimenti in 26 Paesi nei
cinque continenti. Il terzo
fattore è quello per noi
fondamentale, ed è appunto
l’impegno in Ricerca e
Sviluppo, in cui investiamo
il 5% del fatturato. Significa