L’impatto economico
generato dal Giro d’Italia
Il territorio, i media e la “legacy” sono i parametri che
fanno stimare la Corsa Rosa intorno ai 110 milioni di euro
Oltre la competizione
sportiva, oltre la passione
che da più di cento anni
infiamma generazioni
d’italiani che a ogni edizione
si riversano nelle strade per
assistere al passaggio dei
corridori e della Carovana,
il Giro d’Italia può essere
considerato un’opportunità
per le comunità locali che
lo ospitano e per le loro
istituzioni, con positivi
riscontri quantificabili e
consolidati.
Quali sono dunque i ritorni
economici che il territorio
può trarre ospitando la
competizione? Quali le
iniziative locali legate al
Giro che hanno dato i
migliori risultati? Quali le
aspettative e le opportunità
per il futuro? Secondo
Michele Acquarone,
Direttore Generale
RCS Sport, identità
geografica e globalità della
comunicazione sono i punti
di forza della Corsa Rosa,
che è storia e futuro dello
sport italiano. “Il Giro d’Italia
- afferma Acquarone - è
stato scelto come evento
ufficiale nell’ambito dei
festeggiamenti del 150°
Anniversario dell’Unità
d’Italia. Questo testimonia
come la manifestazione
sia molto più di un evento
sportivo: il Giro è storia
e cultura del nostro
Paese. Ma è soprattutto il
testimone di un’evoluzione
sociale e mediatica
che genera valore in
costante aumento per il
territorio ospitante. Oggi
il Giro d’Italia è un evento
mondiale che coinvolge 22
televisioni e che garantisce
la copertura in 160 Paesi, di
cui 123 in diretta. Nella sola
edizione 2010, il Giro ha
raggiunto un total audience
di 350 milioni di persone nel
mondo, 35 milioni in Italia.
Inoltre, un altro prezioso
riconoscimento per il Giro
2010 è arrivato dai lettori
del prestigioso portale
inglese Cyclingnews, che
lo hanno eletto la corsa a
tappe più bella dell’anno. La
visibilità internazionale offre
         
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