la prima volta in aumento
dopo il costante calo degli
anni passati, nonché la
diminuzione della quota di
microimprese indecise (che
passano dal 14,9% del 2009
all’11,6% del 2010).
Il calo degli investimenti
effettuati dai POE nel 2010
si lega nella percezione
dei microimprenditori alla
generale contrazione della
domanda e al quadro
economico negativo.
Secondo il 67% dei POE,
infatti, il principale ostacolo
alla crescita deriva da una
generalizzata diminuzione
della domanda, che
dipende primariamente
dalla condizione economica
nazionale, e dall’andamento
negativo del settore nel
quale le imprese operano,
mentre l’ingresso nel
mercato di nuovi concorrenti
è percepito come ostacolo
secondario.
Il clima di relativa incertezza
sta determinando l’adozione
di strategie rivolte sia al
rafforzamento dell’efficienza
finanziaria aziendale,
sia al consolidamento
del proprio business
all’interno del mercato
di riferimento. Infatti, se
nel 2010 gli operatori
hanno destinato una
maggiore quota di risorse
principalmente all’acquisto
di macchinari e attrezzature
e al rafforzamento della
sicurezza aziendale,
saranno proprio queste
le voci di investimento
che in futuro subiranno la
riduzione più consistente
(rispettivamente dal 24,6%
del 2010 al 17,5% del 2011
e dal 23,3% al 16,8%). Al
contempo, aumenteranno
gli investimenti a carattere
immateriale, come quelli
finalizzati alla ricerca di
nuovi mercati (dall’8,7%
del 2010 al 12,4% del
2011) e al rafforzamento
dell’area finanziaria (dal
10,0% al 12,1%). Emerge,
di conseguenza, l’inizio
della programmazione di
un ciclo di investimenti
maggiormente orientato al
miglioramento della qualità
della produzione e dei
servizi offerti sul mercato (il
64,8% dei POE lo evidenzia
come obiettivo prioritario
degli investimenti).
Il credito alle microimprese:
impieghi e rischiosità del

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