in un mondo in cui la
domanda di rame rimane
solida, rappresentando una
componente chiave per le
infrastrutture elettriche così
come per beni di consumo
durevoli, è probabile che
vi sarà una forte spinta
al rialzo del prezzo del
rame con l’aumentare del
disavanzo e con la riduzione
delle scorte”.
Anche il carbone coke ha
visto una trasformazione
nelle proprie dinamiche
di mercato; anche se
la Cina ne è stata una
grande esportatrice sino
al 2009, oggi è diventata
principalmente importatrice.
Nel 2004/2005, il carbone
coke costava circa $50 a
tonnellata; ora il prezzo
si avvicina ai $200 a
tonnellata. La produzione
di acciaio, dovuta al
miglioramento delle
economie globali e della
produzione industriale, nel
2011 sarà probabilmente
l’elemento guida della
domanda di carbone coke.
Quest’anno, il petrolio è
rimasto significativamente
indietro nell’ambito della
ripresa delle materie prime,
rimanendo in linea di
massima nella fascia tra $60
e $80 al barile. “La domanda
di petrolio è precipitata nel
corso della crisi finanziaria
– prosegue Hambro - e il
graduale recupero è stato
assorbito dall’alto livello
di scorte e dalla capacità
produttiva inutilizzata
dell’OPEC. Talvolta il
prezzo è uscito dalla
fascia precedentemente
indicata, sopratutto per la
debolezza del dollaro USA.
La domanda globale ha
avuto un rialzo del 2,7%
nella prima metà del 2010
e l’Agenzia Internazionale
per l’Energia ha stimato che
nel 2010 la crescita della
domanda globale di petrolio
supererà quella dell’offerta
dei Paesi non appartenenti
all’OPEC per 1,4 di milioni
di barili al giorno, con
conseguente riduzione
delle scorte e della capacità
produttiva inutilizzata
dell’OPEC. I mercati
emergenti giocano un ruolo
di rilievo nella crescita
della domanda. E anche la
domanda delle economie
sviluppate è cresciuta, a
seguito dell’attenuazione
degli effetti della crisi
economica globale. Appare
improbabile che la nuova
produzione sarà in grado di
far fronte a questo aumento,
che dovrebbe provocare il
rialzo dei prezzi del petrolio
nei prossimi 12-24 mesi. Gli
analisti ottimisti prevedono
che il prezzo potrebbe
schizzare oltre i $100 al
barile. La tendenza al rialzo
dei prezzi per l’energia
evidenzia la necessità per
i governi di procurare delle
fonti sicure, un fattore che
probabilmente riaccenderà
l’interesse dell’investitore nei
confronti del mercato delle
Nuove Energie, considerato
che le energie alternative
e l’efficienza energetica
saranno determinanti nel
garantire la fornitura sul
lungo termine”.
Il prezzo dell’oro, il
protagonista dell’anno, ha
ripetutamente raggiunto
livelli record. Si è parlato
molto della sostenibilità del
suo prezzo attuale e si sono
fatte molte previsioni sui
livelli massimi raggiungibili.
Durante una riunione al
Denver Gold Forum di
settembre, presenziato da
figure del settore, l’opinione
generale era che il prezzo
dell’oro dovesse ancora
aumentare rispetto ai livelli
attuali, anche se questo
punto di vista potrebbe
essere negativamente
influenzato
dalla ripresa
del dollaro
USA, dai
maggiori tassi
di interesse
reale o da
una ripresa
         
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