singolo più complesso da
stimare. Questi sono alcuni
dei principali elementi da
considerare:
• La Banca Centrale
Europea dovrebbe
riconoscere che la politica
monetaria deve agire a
supporto delle economie
più deboli e non deve
semplicemente adeguarsi
alla formula standardizzata
per cui una determinata
misura va bene per tutto.
Ciò porterà all’adozione
di una politica troppo
accomodante per i membri
più forti, ma in questo
momento è in gioco
l’efficienza dell’unione
monetaria. La BCE
adotterà probabilmente
una combinazione di fattori
quali tassi di interesse più
bassi, tassi di prestito al
di sotto delle condizioni di
mercato per le economie in
difficoltà, accantonamento di
liquidità e acquisto diretto di
obbligazioni.
• La politica di
Quantitative Easing
diventerà a livello globale
il principale strumento
politico, provocando quasi
sicuramente timori di una
svalutazione delle valute.
Assisteremo probabilmente
a una crescente attività di
controllo dei capitali in molte
economie in via di sviluppo,
restie a sperimentare un
aumento indesiderato di
liquidità. Queste misure
non freneranno la crescita
globale ma alimenteranno
probabilmente una maggiore
volatilità sui mercati.
• Il boom deflazionistico
della Cina sta diventando
inflazionistico. Ciò
rappresenta un
cambiamento rivoluzionario
in questo contesto
economico caratterizzato
da disequilibri mondiali.
La capacità della Cina
di adottare una politica
monetaria restrittiva senza
turbare gli investitori
richiederà una maggiore
perizia rispetto ai cicli scorsi.
• La costante riduzione
di leva continua a
scatenare notevoli forze
deflazionistiche, che
dovrebbero consentire alle
economie sviluppate di
sostenere livelli modesti
di crescita, perseguendo
nello stesso tempo politiche
reflazionistiche.
Le conseguenze delle
politiche di Quantitative
Easing
Le politiche di Quantitative
Easing hanno creato
un’ondata di liquidità che
deve trovare una giusta
collocazione. Le principali
conseguenze sono:
• La liquidità verrà
riversata nelle aree che
offrono il miglior valore
e buoni rendimenti
potenziali. Attualmente
ciò significa asset con un
rischio più elevato, come
le azioni. Questo è uno
dei motivi per cui i mercati
azionari sembrano più
interessanti rispetto ai
mercati obbligazionari e,
nello specifico, saranno
favorite le azioni dei mercati
emergenti.
• Gli interventi di QE
saranno sempre più difficili
da sostenere sulla scena
mondiale. Ciò potrebbe
spingere l’attuale fase di
svalutazione delle valute in
una fase di protezionismo. I
titoli delle aziende con forti
esportazioni potrebbero
risentire maggiormente
dell’attuale scenario.
“L’esposizione ai mercati