In una botte come quella di
Attilio Regolo, con i chiodi
dentro a rotolare giù da una
rupe… Guarda che queste
notizie è difficile leggerle in
prima pagina sui maggiori
quotidiani: di solito sono
riportate un po’ in sordina,
relegate all’interno, a pag.
46 o 47, ben camuffate
tra gli annunci funerari e
le comunicazioni di asta.
Sappi, caro Mork, che ci
sono al momento almeno
3 banche in fase, diciamo
così, di non ritorno, e si
parla di una decina di
banche commissariate.
Sono banche medio-
piccole che di fatto sono in
liquidazione: si chiude tutto
e i dipendenti vanno a casa.
Ormai anche il sistema è
saturo e non riesce
più ad assorbire
le “banchette” in
difficoltà. Vedi il
caso Banca MB,
http://bancamb.
blogspot.com/
, il caso del
Banco Emiliano
Romagnolo,
e il caso di
Sedici Banca
e del Gruppo
Delta, riguardo
al quale potrai
trovare sempre
su internet varie
informazioni. Per
non dimenticare la Banca
Popolare di Garanzia e la
Banca Popolare Valle d’Itria
e Magna Grecia. Sono solo
le prime avvisaglie di quanto
possa accadere anche nel
nostro Paese.
Mork: Ma secondo te ora
che si può fare?
Mindy: Bisogna guardare in
faccia questa realtà e non
costruircene una virtuale:
sembrerà provocatorio ma
è probabilmente meglio
affrontare la situazione
in modo più deciso. La
butto lì, magari con una
ristrutturazione guidata del
debito di una percentuale
non eccessiva, ma che
restituisca spazio di
manovra alla politica
economica e ci permetta di
ripartire. Bisogna smetterla
di travasare ricchezza solo
sul 10% della popolazione.
Senza un allargamento
dei consumi alla massa,
con denaro che provenga
dall’effettivo risparmio,
sarà dura ripartire. È come
essere su una mongolfiera
e non riuscire a superare
le logiche del passato,
a liberarsi delle zavorre
degli eccessi di questo
capitalismo deviato.
Mork: Sì, però, Mindy,
quando ripartiremo
speriamo, per noi che
rimaniamo sulla terra, di non
beccarci pure qualche sacco
di sabbia in testa!!!