Quando il brand crea
un reale valore economico
Dai big alle PMI, il brand visto come un’opportunità di
sviluppo economico, facilmente quantificabile
Originariamente, il brand
nasce per identificare
l’origine di un determinato
prodotto. Nel tempo, si è
trasformato in una sorta di
“alone emotivo” costruito
intorno a prodotti, servizi
o aziende per renderli più
appetibili e accattivanti.
Oggi il brand è molto di più:
spesso, è la risorsa che
contribuisce maggiormente
ai risultati economici
dell’azienda.
Oggi è possibile non
solo quantificare il valore
economico che un brand
genera per l’azienda, ma
anche avere un quadro
preciso dei meccanismi
attraverso cui tale valore
viene creato. Questo
permette di comprendere
dove e come intervenire
per fare sì che il brand
contribuisca sempre di più
ai risultati dell’azienda.
Ogni anno Interbrand
pubblica la classifica dei
100 brand globali a più
alto valore economico. Un
confronto con i principali
indici di borsa mostra
come le aziende presenti
in classifica abbiano
performance costantemente
migliori e meno volatili
rispetto al mercato.
E, se un tempo il brand era
associato essenzialmente
ai settori del lusso e del
largo consumo, oggi i
numeri mostrano una
realtà assai diversa. Nella
classifica Interbrand
compaiono settori industriali
(come General Electric),
il mondo business-to-
business (Cisco, Oracle,
Accenture), l’area Internet
(Google, Yahoo ed
Amazon), per arrivare
al comparto finanziario,
con nomi come Allianz o
JP Morgan. Ciascuna di
queste realtà riconosce
nel proprio brand un asset
fondamentale, e lo gestisce
di conseguenza, definendo
un posizionamento
         
BusinessCommunity.it - Magazine - Dicembre 2010 | | | SOMMARIO | | | ENGLISH