Manutenzione del know-how:
indispensabile per un manager
Aumentano i bisogni di conoscenze su temi trasversali, si
ampliano le problematiche per l’emergere di nuovi strumenti
Ci sono due parole oggi
di moda: cambiamento e
innovazione. Chi deve o
dovrebbe implementare
questi due concetti sono
le singole persone, e
tra queste i manager,
cioè coloro che hanno in
mano la gestione di altre
persone, di aziende e di
istituzioni. Facciamo due
brevissime puntualizzazioni:
cambiamento significa
modificare le cose che
facciamo per le mutate
condizioni del contesto in
cui si opera. Innovazione
vuol dire fare le cose
che servono in modo
differente, utilizzando visioni
e informazioni diverse
da quelle che stiamo
utilizzando. I due fattori
hanno un punto comune di
partenza, cioè valutare dove
siamo, che cosa facciamo
e come stiamo operando,
leggere le nuove condizioni
esterne e sapere guidare le
persone e le aziende verso
i mutamenti che occorrono
per raggiungere i nuovi
obbiettivi. Il manager e
l’azienda sono preparati a
svolgere questo ruolo?
Sul tema della ripresa
economica, abbiamo più
volte detto che arriveranno
prima le aziende che
avranno valutato un
nuovo posizionamento, e
avranno identificato i passi
necessari per trovarsi
pronte al momento giusto.
Per quanto riguarda
l’azienda, impegnarsi nella
formulazione di un piano
strategico triennale, come
scritto recentemente, è
la migliore occasione per
pensare al futuro ed è
un momento virtuoso di
collaborazione interna.
Ma che cosa possiamo dire
di nuovo sulla necessità
della formazione del
manager? Aumentano
i bisogni di conoscenze
su temi trasversali interni
ed esterni all’azienda, si
ampliano le problematiche
di settore per l’emergere
di nuovi strumenti e di
nuovi mezzi. Si tratta
quindi di aggiornamento
e di acquisizione di nuove
problematiche fino a
oggi non utilizzate o non
conosciute.
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