L’Asia è pronta a sorpassare
le nazioni industrializzate
Nel mercato azionario sembra che la ripresa nei Paesi
dell’estremo oriente abbia già preso il via, non negli USA
Dal punto di vista
dell’Europa, dare
un’occhiata ai mercati
cinesi la mattina è quasi
diventato più importante che
controllare nel pomeriggio
cosa succede sull’altra
sponda dell’Atlantico.
Però, con tutto il rispetto
per la Cina, è l’intera
regione asiatica che è
pronta a sorpassare le
nazioni industrializzate.
Recentemente la Asian
Development Bank (ADB),
calcolando la crescita
di 44 economie in via
di sviluppo e di recente
industrializzazione in Asia,
ha previsto una crescita
media dell’8,2% per la
regione nel 2010 - cioè lo
0,7% in più rispetto alle
previsioni di aprile. La
conclusione della ADB:
“nell’insieme, sembra che la
ripresa in Asia abbia preso
il via”. In effetti, questo
giudizio vale anche per i
mercati emergenti in tutto
il mondo. Paesi come la
Turchia e il Cile fanno la loro
parte in questo successo.
Pensiamo alla Turchia: si
è trovata sotto pressione
durante la crisi finanziaria
soprattutto per via della
sua enorme dipendenza
dal settore automobilistico,
però da allora i mercati
hanno compreso i fattori
positivi come la vicinanza
geografica all’Europa e alla
Russia, il costo del lavoro
favorevole, gli imprenditori in
gamba e le riforme politiche.
Un problema residuo
per gli investitori è che i
premi di crescita sono già
prezzati nei corsi azionari
- maggiormente nei titoli
azionari dei BRIC e meno
nei Paesi del secondo o
terzo livello dei mercati
emergenti. Chi non è attratto
dalle valutazioni ambiziose
potrebbe dare un’occhiata
alle aziende esportatrici
dei Paesi industrializzati,
generose di dividendi.
Ora della fine, anche loro
beneficeranno della ripresa.
Ma la cautela è d’obbligo.
Per esempio, l’indice
MSCI Europe attualmente
registra un rendimento da
dividendi pari al 3,4%. Però,
la mediana del rendimento
da dividendi è solo del
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