Eppure, la situazione è cambiata rapidamente. Solo un giorno dopo, quei dazi sono stati ripristinati da una corte d'appello. Questa decisione è provvisoria, in attesa che la corte esamini a fondo il caso. Nondimeno, la squadra di Trump non ha perso tempo, dichiarando di avere già pronte altre strategie per mantenere i dazi attivi, a prescindere dall'esito finale della disputa legale. Per le imprese, i consumatori e le banche centrali di tutto il mondo, tutto ciò si traduce in un'ulteriore spinta all'immobilismo. Decisioni cruciali su assunzioni, spese o modifiche dei tassi d'interesse, già posticipate a causa del contesto globale incerto, vengono ora ulteriormente rimandate. Nel frattempo, l'amministrazione Trump cerca di rassicurare i suoi partner commerciali. Si sostiene con fermezza che i negoziati basati sulla buona fede proseguano senza interruzioni. Il segretario al tesoro Scott Bessent ha evidenziato, in particolare, i colloqui di alto livello in programma oggi a Washington con una delegazione giapponese.
Nonostante l'ottimismo professato da Trump, arrivare a un accordo commerciale concreto si è dimostrato arduo. Finora, l'unico patto di ampia portata siglato è quello con la Gran Bretagna. Quanto ai negoziati con la Cina, Bessent ha ammesso che sono "un po' bloccati". La loro ripresa potrebbe richiedere l'intervento diretto dei presidenti Trump e Xi Jinping. Questa vicenda giudiziaria legata ai dazi emerge in un momento in cui i ricavi generati da queste tasse di importazione stavano registrando un aumento significativo. Secondo recenti stime, il loro ritmo annualizzato ha raggiunto i 255 miliardi di dollari. Questa cifra è nettamente superiore alla media storica, che si attestava intorno agli 85 miliardi di dollari. Un tale incremento potrebbe rappresentare una boccata d'ossigeno per le casse statali. Questo perché le imponenti riduzioni fiscali e le misure di spesa contemplate dal "grande, splendido disegno di legge" di Trump, in procinto di essere discusso al Senato, hanno sollevato non poche preoccupazioni sulla sostenibilità fiscale degli Stati Uniti.
Tra i critici di questo disegno di legge figura anche Elon Musk. C'erano segnali che la sua recente uscita da un incarico governativo (forse legato a DOGE?) potesse non essere stata completamente serena. Ciononostante, Trump ha annunciato un'uscita in grande stile per Musk, con una conferenza stampa congiunta alla Casa Bianca prevista per oggi. Trump ha commentato che, pur essendo l'ultimo giorno di Musk sul libro paga del governo, il CEO di Tesla e SpaceX "sarà sempre con noi". L'atmosfera appare meno tesa anche tra Trump e il presidente della Federal Reserve, Jay Powell. Giovedì si è tenuto un incontro privato nello Studio Ovale. Il presidente ha ribadito la sua convinzione che la banca centrale stia commettendo un errore non riducendo i tassi di interesse. Ma l'assenza di attacchi personali nei post sui social media successivi all'incontro è stata accolta con sollievo dai mercati.
Il mese scorso, le minacce pubbliche di Trump di licenziare il capo della Fed avevano innescato una notevole turbolenza. Le proiezioni sui ricavi dai dazi USA per il periodo 2025-2034 evidenziano l'importanza economica di queste politiche. Eventi chiave previsti che potrebbero influenzare i mercati nella giornata di venerdì includono:
- i dati sull'inflazione al consumo in Germania (maggio);
- l'intervento del governatore della Banca d'Italia Panetta a Roma.

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Articolo del 30/05/2025