Contrariamente alle aspettative di crescita (+0,4%), l'economia americana si è contratta dello 0,3%, un dato che non si vedeva dall'inizio del 2022. Dietro questa frenata, sembra esserci un aumento delle importazioni, forse legato a timori su futuri dazi commerciali, e una spesa dei consumatori meno dinamica, cresciuta solo dell'1,8%, l'incremento più debole dal 2023. Inoltre, l'inflazione misurata dall'indice PCE è passata dal 2,4% al 3,6% nello stesso periodo, con la componente 'core' salita al 3,5%. Riguardo a questi numeri, si è sentito un commento attribuito all'ex presidente Donald Trump, che ha puntato il dito contro l'amministrazione attuale.
Questa avversione al rischio si è manifestata con forza a New York. L'indice tecnologico Nasdaq Composite ha ceduto l'1,37%. Lo S&P 500 ha perso lo 0,95%. Il Dow Jones Industrial Average è sceso dello 0,61%. Tra le azioni più colpite, Nvidia ha segnato -2,67%. In Europa, invece, il quadro è stato più mosso.
Madrid ha registrato un calo dello 0,75%. Le altre principali piazze, come Francoforte (+0,12%), Londra (+0,16%), Parigi (+0,5%), e Amsterdam (+0,36%), sono riuscite a chiudere in territorio positivo. Piazza Affari, dopo aver toccato quota 38.000 punti in mattinata, ha invertito la rotta, terminando la giornata a 37.604 punti, in calo dello 0,71%. Domani la borsa milanese resterà chiusa per la festa del lavoro.
Sul fronte europeo, i segnali sono stati lievemente più incoraggianti nel primo trimestre. L'economia dell'area euro è cresciuta dello 0,4%, superando le attese ferme al +0,2%. L'Italia ha contribuito a questo quadro con un aumento del PIL dello 0,3% fino a marzo. L'inflazione nel nostro Paese ha mostrato una lieve accelerazione in aprile, con un +0,2% su base mensile e un +2% su base annua. Anche Francia (+0,1%) e Germania (+0,2%) hanno registrato una modesta crescita trimestrale, in linea con le stime.
L'inflazione tedesca è scesa al 2,1% in aprile, solo leggermente sopra le previsioni (2%).
Il cambio di passo di Piazza Affari nella seconda parte della giornata è coinciso con una forte debolezza del settore bancario. Il "Risiko" finanziario in atto in Italia e le prospettive sui futuri tagli dei tassi d'interesse, che potrebbero ridurre la redditività, continuano a pesare su queste azioni. Le perdite tra i principali istituti sono state significative:
- Unicredit ha ceduto il 2,82%;
- Monte dei Paschi di Siena il 2,77%;
- Mediobanca il 2,1%;
- Banco Bpm l'1,86%;
- Intesa Sanpaolo l'1,54%;
- Bper Banca l'1,71%;
- Banca Popolare di Sondrio l'1,21%;
- Banca Mediolanum l'1,2%.
Fuori dal paniere principale, anche Banca Generali ha segnato un leggero calo (-0,19%), mentre sul fronte delle operazioni straordinarie continuano a esserci movimenti. Si parla di un'offerta su Banca Generali da parte di Mediobanca, utilizzando la quota in Generali (+0,09%) come elemento di scambio.
Inoltre, permangono incertezze su una potenziale operazione che coinvolge Unicredit e Banco Bpm, legata anche all'offerta di Banco Bpm su Anima Holding. Tra le altre blue chip in rosso, Stm ha perso l'1,63%. Stellantis ha chiuso a -1,94%, nonostante un avvio di seduta molto forte. Il gruppo ha presentato risultati trimestrali in linea, ma ha sospeso le previsioni per il 2025 a causa delle incertezze legate ai dazi. Sul fronte dei rialzi, Campari ha guidato i guadagni con un +3,96%, sostenuta anche dalle performance positive di competitor europei come Remy Cointreau a Parigi (+0,56%). Ottima performance anche per Recordati, salita del 3,09%, premiata dal mercato dopo il suo recente "capital markets day". Hanno mostrato segni positivi anche A2a (+1,91%), Leonardo (+1,33%) e Poste Italiane (+1,31%).

Clicca per ingrandire l'immagine
Articolo del 30/04/2025