Parallelamente all'attenzione rivolta al settore tecnologico, i riflettori si accendono sui mercati obbligazionari globali. Qui si registrano segnali degni di nota. Un esempio lampante arriva dal Giappone, dove l'asta per i titoli di stato a 40 anni ha visto la domanda toccare il livello più basso da novembre, un chiaro segnale della minore capacità del mercato di assorbire nuovo debito di lunga scadenza.
Nelle ultime settimane, i rendimenti sulla parte a più lunga scadenza della curva obbligazionaria sono saliti a livello globale. Questo rialzo è il risultato di una forte ondata di vendite di obbligazioni. Le preoccupazioni crescono riguardo ai deficit fiscali, soprattutto in nazioni sviluppate come gli Stati Uniti e il Giappone. Il timore per potenziali tagli alle tasse e l'incertezza generata dalla politica tariffaria statunitense, vista come un possibile motore di inflazione e di ulteriore spesa pubblica, rendono gli investitori sempre più cauti nel detenere debito sovrano con scadenze elevate.
In questo scenario, una notizia diffusa martedì da Reuters ha scosso il mercato: il Giappone starebbe valutando di ridurre l'emissione di bond a lunghissima scadenza. Questa indiscrezione ha portato a un calo immediato sia dei rendimenti che dello yen. Oggi, dopo l'asta, i rendimenti dei titoli di stato giapponesi sono rimasti sostanzialmente invariati, mentre quelli dei Treasury statunitensi hanno segnato un leggero rialzo, dopo essere scesi il giorno precedente.
Di fronte a questo quadro di aspettative elevate per Nvidia e tensioni sui mercati obbligazionari, i trader specializzati in opzioni si stanno attrezzando per una potenziale volatilità che potrebbe seguire l'annuncio dei risultati. Si nota una forte attenzione verso contratti di opzione a scopo difensivo su ETF legati al settore dei semiconduttori, un segnale della cautela che pervade il mercato. Del resto, Nvidia ha una storia recente impressionante: ha superato le stime degli analisti per nove trimestri consecutivi.

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Articolo del 28/05/2025