Unica nota positiva, la crescita delle vendite di beni intermedi (+1,8%) e beni strumentali (+1,3%).
Sul fronte dell'import, l'aumento è trainato dai maggiori acquisti di beni di consumo non durevoli (+12,7%), beni intermedi (+7,6%) e beni di consumo durevoli (+7,0%). In controtendenza, si riducono le importazioni di energia (-4,7%) e beni strumentali (-1,9%). Considerando il trimestre novembre 2024-gennaio 2025, l'export segna una crescita del 3,7% rispetto al trimestre precedente. Questa crescita è generalizzata, con l'eccezione dei beni di consumo durevoli (-3,2%), ed è sostenuta in particolare dall'aumento delle vendite di energia (+46,9%) e beni strumentali (+4,3%). Nello stesso periodo, l'import registra un aumento del 7,7%, trainato dai maggiori acquisti di beni di consumo non durevoli (+10,4%), beni strumentali (+9,2%) e beni intermedi (+6,4%). Su base annua, a gennaio 2025, l'export cresce del 2,7%, un dato inferiore rispetto al +4,2% di dicembre 2024. A sostenere la crescita sono soprattutto le maggiori vendite di beni intermedi (+9,2%) e beni di consumo non durevoli (+3,3%).
L'import, invece, registra un forte incremento tendenziale (+17,9%), generalizzato e più ampio per beni di consumo durevoli (+42,9%) e non durevoli (+27,1%) e beni intermedi (+27,0%). Il risultato di questi andamenti è un avanzo commerciale con i Paesi extra UE ridotto a soli 252 milioni di euro, rispetto ai 3.031 milioni dello stesso mese del 2024. Il deficit energetico (-4.577 milioni) rimane elevato, superando di poco il dato dell'anno precedente (-4.410 milioni). Di conseguenza, il surplus nell'interscambio di prodotti non energetici si contrae, passando da 7.441 milioni di gennaio 2024 a 4.829 milioni di gennaio 2025. Analizzando i dati per singolo Paese, a gennaio 2025 si registrano aumenti su base annua delle esportazioni verso:
- Svizzera (+13,6%);
- Giappone (+12,8%);
- Paesi OPEC (+10,3%);
- Regno Unito (+10,1%);
- Stati Uniti (+6,2%). In controtendenza, diminuiscono le vendite verso: - Cina (-24,2%);
- Paesi ASEAN (-12,1%);
- Turchia (-8,6%).
Per quanto riguarda le importazioni, si segnala una forte crescita tendenziale dagli stati ASEAN (+62,3%) e Cina (+48,7%). Aumentano anche gli acquisti da paesi MERCOSUR (+23,0%), Svizzera (+14,1%) e Turchia (+12,9%). In calo, invece, le importazioni dagli altri principali partner extra UE: India (-10,9%), Stati Uniti (-7,0%) e Regno Unito (-5,2%). Questo scenario evidenzia una dinamica complessa, con una contrazione dell'export verso alcuni mercati chiave e un aumento generalizzato dell'import. Sarà fondamentale monitorare l'evoluzione di questi trend nei prossimi mesi per valutare l'impatto sull'economia italiana.

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Articolo del 28/02/2025
