Inoltre, l'attenzione degli investitori azionari sembra al momento focalizzata su altri aspetti del quadro economico.
Le parole di Mark Haefele, Chief Investment Officer di UBS Global Wealth Management, confermano questa lettura degli eventi. "Nel complesso, vediamo questa ultima azione sul credito più come un rischio da prima pagina che come un cambiamento fondamentale per i mercati", ha dichiarato. Haefele ha poi aggiunto che la Federal Reserve, la banca centrale statunitense, interverrebbe qualora si verificasse un aumento disordinato o insostenibile dei rendimenti sui titoli obbligazionari.
Pertanto, anche se il declassamento potrebbe smorzare in parte lo slancio positivo dettato di recente da notizie incoraggianti, le attese non sono per un impatto diretto e incisivo sull'andamento dei mercati finanziari.
Intanto, le borse europee hanno avviato la seduta con un leggero passo indietro. Questo accade nonostante le segnalazioni di un avanzamento last minute nei dialoghi tra Regno Unito e Unione Europea mirati a una sostanziale ridefinizione delle relazioni post-Brexit.
Di seguito un quadro dell'apertura sui principali indici:
- L'indice di Londra, il FTSE 100, ha ceduto 38 punti, pari a un calo dello 0,45%, fermandosi a 8646 punti;
- L'indice paneuropeo Stoxx 600 ha segnato una flessione dello 0,3%;
- Il DAX di Francoforte ha perso lo 0,1%. Il panorama è quello di mercati che elaborano una pluralità di informazioni, con la mossa di rating da parte di Moody's che, secondo le valutazioni prevalenti, non pare destinata a mutare radicalmente la traiettoria attuale.

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Articolo del 19/05/2025