Tassi in calo, ma sale lo spread francese
Le banche centrali, come la BCE (Banca Centrale Europea) e la FED (Federal Reserve), hanno effettuato tagli dei tassi ufficiali nei mesi scorsi. I mercati si aspettano ulteriori riduzioni. In Europa, tuttavia, si registra un aumento del tasso sovrano francese, causato da instabilità politica e crescita del debito. Di conseguenza, lo spread tra i titoli francesi e i Bund tedeschi è aumentato, superando quello di altri paesi come Spagna, Italia e Grecia. Lo spread è un indicatore della fiducia che i mercati hanno nei confronti di un paese; più alto è lo spread, maggiore è il rischio percepito.
Inflazione meno bassa
A novembre, l'inflazione in Italia è risalita all'1,4% annuo. Questo dato è più vicino all'inflazione core (1,9%), che esclude i prezzi dei beni energetici, poiché i prezzi dell'energia diminuiscono meno del previsto (-5,5%). La stessa tendenza si osserva nell'Eurozona, dove l'inflazione totale è al 2,3%, poco sotto l'inflazione core (2,7%).
Il rallentamento dei prezzi dell'energia è quasi finito (-1,9%). Questa situazione è dovuta all'aumento del prezzo del gas in Europa, che ha trascinato al rialzo anche i prezzi dell'elettricità. Il prezzo del petrolio, invece, è ancora in calo.
Servizi spinti dal turismo
Il settore dei servizi è trainato principalmente dal turismo straniero in Italia. La spesa dei turisti è in continua crescita (+6,9% annuo a settembre). Tuttavia, ci sono segnali contrastanti per il quarto trimestre: alcuni indicatori, come l'aumento del fatturato dei servizi di ottobre, sono positivi, mentre altri, come il calo del PMI (indice dei responsabili degli acquisti) a novembre e l'erosione della fiducia delle imprese, sono negativi. Il PMI è un indicatore che anticipa le tendenze economiche in diversi settori.
Industria in crisi
L'industria italiana continua a essere in crisi. A ottobre, la produzione è rimasta invariata, ma registra un forte calo rispetto all'anno precedente (-3,6%), particolarmente nel settore automobilistico (-34,5%), degli articoli in pelle (-17,2%) e dei raffinati petroliferi (-15,8%).
Anche se il fatturato ha mostrato un rimbalzo positivo a ottobre, a novembre la fiducia delle imprese è tornata a calare e il PMI manifatturiero è sceso ulteriormente. Ciò significa che il settore industriale sta attraversando un periodo difficile e la situazione non sembra migliorare in tempi brevi.
Investimenti in riduzione
A novembre, la fiducia delle imprese continua a diminuire e la domanda di beni, misurata dagli ordini, rimane bassa. Questi dati anticipano investimenti deboli anche nel quarto trimestre, dopo un calo già registrato nel terzo (-1,2%). La riduzione degli investimenti è un segnale preoccupante, poiché indica una mancanza di fiducia nel futuro e una scarsa propensione a investire in nuove attività.
Consumi volatili
I consumi delle famiglie nel terzo trimestre sono aumentati molto più delle attese (+1,4%), grazie a fattori positivi come l'aumento dei redditi, la riduzione dell'inflazione e il minor costo del credito. Tuttavia, i dati del quarto trimestre sono negativi: la fiducia delle famiglie è diminuita e le vendite al dettaglio sono in calo, dopo l'aumento registrato a settembre.
La volatilità dei consumi rende difficile prevedere l'andamento dell'economia nel breve termine.
Export debole
L'export italiano di beni è debole. Dopo tre trimestri consecutivi di calo, le vendite extra-UE sono diminuite a ottobre (-3,5% in valore), a causa della frenata del mercato statunitense e del calo delle esportazioni verso la Cina. Le prospettive per il commercio estero sono ancora molto incerte, a causa della debolezza della domanda europea e delle possibili misure protezionistiche negli USA. Il commercio mondiale è in difficoltà, come dimostra il PMI degli ordini esteri.
Eurozona ancora fiacca
L'economia dell'Eurozona è ancora debole, nonostante una certa stabilità nelle aspettative. Il sentiment sull'economia è in lieve calo e il settore manifatturiero è in difficoltà. Anche il settore dei servizi è tornato in lieve contrazione. La situazione economica nell'Eurozona non sembra quindi essere in ripresa, e questo ha ripercussioni anche sull'Italia.
USA: debole l'attività industriale
Anche negli USA l'attività industriale è debole, con una produzione in calo e indicatori congiunturali che segnalano un'ulteriore debolezza. Tuttavia, il buon andamento dell'occupazione continua a sostenere i consumi, che sono il motore dell'economia statunitense in questa fase. La situazione economica statunitense è quindi caratterizzata da una debolezza del settore industriale, ma da una forte dinamica dei consumi.
Cresce la cina
In Cina, invece, si registra un'accelerazione della produzione industriale, trainata dai nuovi ordini e dalla ricostituzione delle scorte. Il governo cinese si è impegnato a rilanciare la domanda interna e stabilizzare il mercato azionario e immobiliare. La Cina sembra quindi essere in una fase di crescita, con un'economia che si sta rafforzando grazie agli interventi del governo.
In sintesi, l'economia italiana si trova in un momento di transizione e grande incertezza. I dati del quarto trimestre sono contrastanti, con segnali positivi e negativi.
La situazione internazionale è altrettanto complessa, con una Eurozona debole e un'economia statunitense incerta. Solo i dati dei prossimi mesi potranno dare indicazioni più chiare sul futuro dell'economia italiana.

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Articolo del 12/12/2024
