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07/12/2024

Borsa Usa: i dati sull’occupazione preoccupano


Borsa Usa: i dati sull’occupazione preoccupano

Tesla in rialzo, mentre UnitedHealth Group e il settore petrolifero hanno registrato perdite. L’ultima seduta della settimana si è conclusa in modo eterogeneo per i principali indici azionari statunitensi, dopo la pubblicazione dei dati sull'occupazione di novembre. Il Dow Jones ha subito una lieve flessione, attestandosi a 44.643 punti, con una perdita dello 0,28%. L’S&P 500 ha invece chiuso in territorio positivo, guadagnando lo 0,25% e raggiungendo quota 6.090 punti, sfiorando il nuovo massimo di 6.100 punti. Anche il Nasdaq ha registrato un incremento, chiudendo a 19.860 punti (+0,81%), dopo aver toccato il massimo storico di 19.863 punti.


Il mercato azionario ha reagito in modo variegato ai dati sull'occupazione, che hanno mostrato una crescita del mercato del lavoro, ma anche segnali di un possibile rallentamento. Questo ha creato incertezza tra gli investitori, influenzando l'andamento degli indici.

Tesla brilla, UnitedHealth Group e petroliferi in calo

Tra i titoli individuali, Tesla si è distinta con un notevole rialzo del 5,34%, raggiungendo i 389,22 dollari per azione. La performance positiva del titolo è stata attribuita a diversi fattori, tra cui le crescenti aspettative per le consegne del quarto trimestre e l'ottimismo generale sul futuro dell'azienda nel settore dei veicoli elettrici. Al contrario, UnitedHealth Group ha proseguito il suo trend negativo, perdendo il 5,07% e chiudendo a 549,62 dollari, dopo la correzione subita nella seduta precedente. Le vendite sul titolo sono state probabilmente innescate da preoccupazioni relative alle possibili riforme del sistema sanitario e al loro impatto sui profitti dell'azienda. Il settore petrolifero ha subito una battuta d'arresto, con i titoli in calo a seguito del ribasso del prezzo del greggio.




Il greggio a New York, con contratto a scadenza gennaio 2025, è sceso sotto i 67,5 dollari al barile, trascinando con sé i titoli delle compagnie petrolifere. Chevron ed ExxonMobil hanno registrato perdite rispettivamente del 2,57% e dell'1,05%. La flessione del prezzo del petrolio è stata attribuita a una combinazione di fattori, tra cui l'aumento delle scorte di greggio e le preoccupazioni per una possibile riduzione della domanda globale. E questo, che ci crediate o no, ha influenzato pesantemente l'umore degli investitori.


Borsa Usa: i dati sull’occupazione preoccupano
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Articolo del 07/12/2024