Questo dato, comunque, rimane in linea con la tendenza di lungo termine e segna il quarto mese consecutivo di crescita.
Le aziende intervistate attribuiscono l'aumento della produzione all'acquisizione di nuovi contratti e all'impegno per completare i progetti. Gli ordini totali ricevuti dal settore terziario aumentano per il secondo mese consecutivo.
Questo incremento è dovuto principalmente all'acquisizione di nuovi clienti, con un tasso di espansione superiore alla media, seppur più contenuto rispetto al mese precedente.
L’indice destagionalizzato dei nuovi ordini esteri, pur mostrando una leggera contrazione, rimane in territorio positivo e sostanzialmente stabile.
Eventuali segnali di rallentamento del commercio estero sono attribuiti dalle aziende alle sfavorevoli condizioni economiche internazionali. La pressione sui costi aumenta a marzo, proseguendo il trend degli ultimi cinque mesi.
Il tasso di inflazione dei costi accelera, raggiungendo il picco in quasi un anno.
Questo andamento riflette l'aumento dei salari, dell'energia e delle materie prime, come segnalato dalle aziende intervistate.
L'incremento dei costi viene parzialmente trasferito ai clienti attraverso l'aumento dei prezzi, con un tasso di inflazione delle vendite leggermente superiore rispetto a febbraio, ma comunque elevato nel contesto storico. L'aumento della pressione sui costi, in particolare quelli relativi al personale, non frena le assunzioni nel settore terziario.
L'occupazione, infatti, aumenta in modo moderato e a un ritmo superiore alla media storica.
Dopo l'accumulo di ordini inevasi a febbraio, la continua crescita degli organici e il flusso minore di ordini a marzo permettono alle aziende di smaltire il lavoro in sospeso. Le aziende terziarie italiane restano ottimiste riguardo a un aumento dell'attività nei prossimi 12 mesi, confidando in un miglioramento delle condizioni geopolitiche e nell'acquisizione di nuovi clienti.
Il livello di fiducia, ciononostante, peggiora notevolmente, scendendo al valore più basso in quasi un anno e mezzo.
Alcune aziende esprimono timori sull'evoluzione del clima economico e geopolitico nel prossimo futuro.
Secondo gli analisti di Hamburg Commercial Bank, l’economia del settore privato italiano mostra segnali di indebolimento. “A marzo, l’economia del settore privato italiano ha dato segnali di indebolimento, come evidenziato dall’Indice HCOB della Produzione Composita, che si è posizionato appena al di sopra della soglia di non cambiamento di 50.0. L’economia continua ad essere sostenuta dai servizi. Se il manifatturiero è rimasto in condizioni critiche, l’attività del terziario ha continuato a crescere rispetto al mese scorso, anche se a un tasso poco più lento. Le aziende terziarie monitorate hanno collegato l’incremento della produzione all’aumento del flusso di nuovi ordini, dovuti alle recenti acquisizioni di nuovi clienti. Nei servizi, attività e domanda segnalano complessivamente un allineamento con la media di lungo termine, mentre solo gli ordini esteri continuano a diminuire poiché le condizioni economiche dei mercati principali restano deboli. Il calo delle vendite interazionali è tuttavia il più debole degli ultimi otto mesi. L’inflazione dei prezzi dei servizi si ostina a rimanere.
La BCE sta monitorando con attenzione gli attuali sviluppi dell’inflazione del settore terziario e gli ultimi dati italiani non sono favorevoli: i costi gestionali hanno indicato un’accelerazione per il quinto mese consecutivo, alimentati dagli aumenti combinati dei salari, dell’energia e dalle materie prime. Nonostante la pressione dei prezzi soggiacente, le aziende sono riuscite ad aumentare i prezzi di vendita, trasferendo quindi i costi al cliente finale. Per le previsioni future, la porzione di aziende terziarie che prevede una crescita per l’anno a venire è maggiore rispetto a quella che si aspetta un declino. Tuttavia, il livello di fiducia complessivo di marzo è notevolmente diminuito, rispecchiando i timori sugli sviluppi economici futuri. Questa apprensione è certamente dovuta alle attuali incertezze sui dazi statunitensi. Nonostante l’indebolimento delle previsioni future e con l’intento di tenere il passo con il livello degli ordini inevasi, le aziende del settore terziario continuano a cercare personale, poiché l’incremento del carico di lavoro è stato notevole
”.
L'economia è sostenuta principalmente dai servizi.
Il settore manifatturiero rimane in difficoltà, mentre l'attività del terziario continua a crescere, anche se a un ritmo più lento.
Le aziende terziarie collegano l'aumento della produzione all'incremento dei nuovi ordini, grazie all'acquisizione di nuovi clienti.
Nei servizi, attività e domanda si allineano alla media di lungo termine, mentre gli ordini esteri continuano a diminuire a causa delle deboli condizioni economiche dei mercati principali.
La flessione delle vendite internazionali è, comunque, la meno marcata degli ultimi otto mesi. "L’inflazione dei prezzi dei servizi si ostina a rimanere alta".
La BCE monitora attentamente l'inflazione del settore terziario e i dati italiani non sono incoraggianti.
I costi operativi aumentano per il quinto mese consecutivo, a causa dell'aumento dei salari, dell'energia e delle materie prime.
Nonostante la pressione sui prezzi, le aziende riescono ad aumentare i prezzi di vendita, trasferendo i costi al cliente finale.
Nonostante le incertezze sui dazi statunitensi, le aziende del settore terziario continuano ad assumere personale per far fronte al carico di lavoro, pur indebolendosi le previsioni future. Ecco i primi 5 paesi con cui l'Italia ha rapporti commerciali nel settore terziario: Germania, Francia, Stati Uniti, Spagna e Paesi Bassi. Ecco, invece, i 5 principali settori del terziario in Italia: commercio, turismo, trasporti e logistica, servizi finanziari e istruzione e sanità.

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Articolo del 03/04/2025
