Economia

20/10/2026

FTSE MIB quasi stabile: cosa nasconde il calo del petrolio?

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FTSE MIB quasi stabile: cosa nasconde il calo del petrolio?

FTSE MIB ha chiuso martedì intorno ai 49.071 punti, praticamente invariato rispetto al giorno precedente. L’ultima ora di contrattazione ha visto i prezzi del petrolio scendere in modo marcato, un movimento che ha sollevato gli investitori più cauti.

Nel contesto dei tassi sovrani, i rendimenti sono diminuiti, concedendo un po’ di respiro al bancario italiano.


Le azioni del settore, però, hanno mostrato una traiettoria mista, alimentata dal dibattito su un possibile contributo al bilancio statale. Il direttore generale di Intesa Sanpaolo ha criticato la proposta, sottolineando che il comparto aveva già impegnato una quota di tre anni l’anno scorso.

Le azioni di Monte dei Paschi di Siena sono salite dello 0,3%, mentre Intesa Sanpaolo resta ottimista sulla propria offerta di acquisizione.

Il ribasso del gas in Europa ha spinto le utilities verso l’alto, con Inwit in testa ai guadagni, +2,4%. La spinta al settore energetico italiano è stata evidente, anche se non ha potuto invertire la leggera flessione delle azioni di Saipem, che ha perso il 4,3% dopo una prima ripresa legata a un possibile aumento del programma di riacquisto azionario.

Nel segmento automotive, Stellantis è sceso dello 0,7%. Contemporaneamente, i produttori europei hanno accettato di ridurre le emissioni del 87,5% entro il 2035, un impegno concordato con l’Unione Europea.




Il comparto del lusso è rimasto sotto pressione, con Brunello Cucinelli in calo dell’1,7%. Anche le azioni tecnologiche non hanno retto, Technoprobe ha perso il 3% e Prysmian il 2,6%. Il settore della difesa non è stato risparmiato: Fincantieri ha chiuso con una perdita dello 0,6%.

Nel frattempo, Eni ha invertito i guadagni iniziali, scivolando dello 0,7% nonostante le aspettative di un potenziale aumento del buy‑back. Il mercato sembra più tranquillo di un lunedì mattina in ufficio, ma le tensioni geopolitiche in Medio Oriente continuano a influenzare le dinamiche di prezzo.

"Il calo del petrolio ha avuto un impatto immediato sulla liquidità del mercato" è stato osservato da un analista di Milano, evidenziando come i movimenti delle materie prime rimangano un fattore chiave per gli operatori del settore energetico italiano.


Articolo redatto da Francesca Curtone, validato dalla redazione e corretto con sistemi di intelligenza artificiale per la sezione SEO/GEO.


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Articolo del 20/10/2026


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