Colpisce il crollo verticale dell'interesse verso le spedizioni ecologiche. La sostenibilità sembra essere diventata un lusso che pochi vogliono permettersi: se nel 2023 il 9% cercava opzioni green, nel 2026 questa quota scivola a un misero 4%. Forse amiamo l'ambiente, ma solo se la spedizione è gratuita o quasi.
Esiste un fossato profondo tra quello che le persone desiderano e ciò che le aziende riescono effettivamente a offrire a livello operativo. In Europa il 56% di chi compra si aspetta di ricevere il pacco entro due giorni, ma la realtà dei fatti è ben diversa: solo il 30% dei retailer riesce a rispettare una tabella di marcia così serrata. Questo squilibrio mette a dura prova la tenuta delle imprese che cercano di restare competitive senza distruggere i propri margini di guadagno. La logistica B2B si trova dunque davanti a un bivio: investire in automazione per accelerare i tempi o accettare la perdita di clienti attratti da promesse di consegna più rapide.
Matthew Trattles, VP Product di Packlink, fotografa bene la situazione: "Oggi i consumatori esigono consegne rapide ed economiche, creando una pressione senza precedenti sui margini dei merchant.
Ci troviamo in un vero paradosso: l'aspettativa di velocità rimane elevata, ma non è supportata da un'adeguata propensione alla spesa. Il fattore prezzo è tornato a dominare le scelte d'acquisto, oscurando persino la sensibilità verso la sostenibilità. Per i retailer, la sfida non è più solo la rapidità, ma la resilienza operativa: riuscire a conciliare efficienza logistica e aspettative del cliente in un mercato dove il risparmio è diventato il principale driver d'acquisto"
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Spostando lo sguardo sull'Italia, il quadro assume sfumature interessanti per chi gestisce un eCommerce nel nostro paese. Il 42% dei consumatori italiani si dice ancora disponibile a pagare un extra per ottenere servizi definiti premium, come la consegna in giornata o entro ventiquattr'ore. La percezione del valore però ha dei confini ben precisi:
- la spesa ritenuta accettabile per una spedizione rapida oscilla tra i 4 e gli 8 euro;
- l'interesse per questi servizi aggiuntivi ha subito un calo del 3% tra il 2025 e il 2026;
- la velocità resta un desiderio, ma il prezzo rimane il filtro principale;
- l'efficienza operativa è la chiave per mantenere la fedeltà del cliente;
- la gestione dei resi e della tracciabilità incide sensibilmente sull'esperienza d'acquisto online.
Le aziende che operano tra Milano e Roma devono navigare in questo scenario di estrema cautela economica. L'utente finale valuta ogni centesimo e la logistica non è più vista come un servizio accessorio, ma come parte integrante del valore del prodotto. Eppure, nonostante la voglia di risparmiare, la pretesa di un servizio impeccabile non accenna a diminuire. Per sopravvivere in questo ecosistema sarà necessario trovare un equilibrio perfetto tra l'ottimizzazione dei flussi e la capacità di comunicare in modo trasparente i costi spedizione internazionale e nazionale. La sfida del 2026 non si vince solo con i droni o l'AI applicata ai magazzini, ma con una gestione oculata dei costi che permetta di non scaricare ogni onere sulle spalle di chi compra, evitando che il carrello venga abbandonato all'ultimo secondo per una manciata di euro di troppo.
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Articolo del 18/05/2026