Sembra quasi che gli algoritmi non avessero previsto questa giornata storta per i loro creatori.
Le perdite più pesanti colpiscono i nomi che finora erano parsi intoccabili per i mercati azionari internazionali:
- Broadcom crolla del 13%;
- Micron perde il 7%;
- Qualcomm scivola al 3,7%;
- Sandisk arretra del 2,3%;
- STM soffre a Milano con un calo del 2,6%.
Questi numeri evidenziano una volatilità settore semiconduttori che spinge i gestori a rivedere le proprie strategie di portafoglio B2B. Eppure, la resilienza di alcuni settori industriali più tradizionali offre un contrappeso interessante alla fragilità del tech. Piazza Affari riesce a mantenersi sopra la parità, segnando un +0,27% e superando la soglia psicologica dei 50.000 punti. A sostenere il FTSE MIB ci pensano i titoli del lusso e del risparmio gestito, ambiti dove l'Italia continua a mostrare una forza peculiare.
DiaSorin svetta con un balzo del 7,2%, seguita da Brunello Cucinelli e Finecobank. Anche le banche mostrano i muscoli, con BPER che guida il comparto creditizio guadagnando l'1,6%.
Lo sguardo di chi opera sui mercati resta fisso sull'Europa: Parigi si distingue come la migliore piazza del continente. Il balzo di Capgemini trascina l'indice francese oltre il punto percentuale di guadagno. Francoforte e Londra seguono a ruota con rialzi più contenuti, mentre il Dow Jones corre veloce negli Stati Uniti segnando un incremento dell'1,8%. Il cambio tra euro e dollaro si attesta a 1,163, segnale di un lieve rafforzamento della moneta unica. Ma il quadro economico resta complesso a causa delle oscillazioni delle materie prime che influenzano i costi industriali e l'eCommerce globale.
Il petrolio registra una flessione sensibile con il Brent a 95 dollari e il WTI a 93 dollari al barile.
Le tensioni in Medio Oriente non accennano a diminuire, mantenendo alto il livello di allerta per le forniture globali. Il gas naturale europeo appare più calmo intorno ai 49 euro per megawattora, offrendo un momento di tregua energetica alle imprese. I metalli preziosi, oro e argento, cercano una base solida dopo i recenti scossoni e stazionano rispettivamente sotto i 4.500 e i 74 dollari l'oncia. Il Bitcoin, dopo la corsa record verso gli 80.000 dollari di poche settimane fa, continua la sua discesa scivolando sotto i 64.000 dollari. Le strategie di portafoglio B2B devono ora fare i conti con un contesto dove la prudenza sembra essere tornata di moda: i mercati azionari internazionali non sono più una scommessa a senso unico sull'AI.
Economia

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Articolo del 04/06/2026