E se il lavoro fosse il principale passpartout del Metaverso? - Punto e a capo - @gigibeltrame | BusinessCommunity.it
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26/10/2022

leisure

Gigi Beltrame

E se il lavoro fosse il principale passpartout del Metaverso?

Meta, Microsoft e Accenture stanno scommettendo sul lavoro in maniera più... immersiva

Quindi, Mark Zuckerberg, Satya Nadella e Julie Sweet, rispettivamente i CEO di Meta, Microsoft e Accenture, si sono trovati insieme per una presentazione proprio di Meta per parlare del lavoro del futuro.
Sebbene molti media abbiano parlato della vicenda e della portata, quello che è sfuggito a molti è che è un cambio di paradigma. Non è stato detto nella conferenza, forse non volevano dirlo, ma se si lavora in virtuale cambia il paradigma del lavoro, dei meeting e della collaborazione. Detto così sembra semplice, ma dietro ci sono concetti molto complessi che vengono semplificati.

Vi siete accorti che Microsoft ha annunciato che Teams creerà, attraverso un'intelligenza artificiale, i riassunti dei meeting in maniera automatica?
Non è che lo fa perché Microsoft ascolta, ma perché fa risparmiare tempo alle persone.
Se c'è "un'entità" che riesce a riassumere un meeting, ci potrebbero essere tranquillamente degli avatar ai meeting stessi: fin qui tutto semplice. Un avatar, in quanto una riproduzione digitale, può essere gestito da un umano o da una macchina e un umano può avere anche più avatar. Questi, per assurdo, potrebbero anche lavorare contemporaneamente. Il prossimo passaggio è avere un "collaboratore" virtuale, digitale, che gestisce l'avatar per l'umano.
Se vi foste persi il passaggio logico, ve lo riassumo: un'intelligenza artificiale potrebbe partecipare ad un meeting al posto vostro e farvi intervenire in caso di bisogno.

Assurdo, vero?
Però, se ci pensate, è qualcosa che accade spesso: siete a un meeting, il vostro intervento è richiesto solo se sorgessero determinate questioni e siete lì un po' ad ascoltare e un po' a rispondere a mail e messaggi. Siete distratti. A un certo punto dovete intervenire, mettete giù lo smartphone e parlate. Qui invece vi sveglia il vostro "collaboratore digitale", vi riassume quanto accaduto e voi entrate in azione. Fantascienza?
E' già la realtà. Non serve ovviamente spingersi a tanto, ma è un esempio di come già molte aziende lavorano nella manutenzione: una persona va sul posto, inizia a lavorare sul malfunzionamento ma ha bisogno di un aiuto. Dall'altra parte del mondo qualcuno interviene, vede quello che vede l'operatore e lo guida: un ingegnere può capire il problema, sfruttare la cosa per sistemare quel guasto e per prevenire i prossimi, magari collaborando in diretta con altri colleghi ovunque essi si trovino.


E' collaborazione.
Spingete questo concetto alle miriadi di riunioni non strettamente decisionali, agli incontri per sistemare qualcosa e via di seguito, e il gioco è fatto: il nuovo paradigma di lavoro.
Quello che non vi ho detto è che tanti CDA, Accenture Italia per esempio, si riuniscono in virtuale, quindi prendono decisioni fondamentali per l'azienda. Oggi, non ieri, saltando barriere di ogni tipo, senza spendere in viaggi e via di seguito. Meta ha bisogno di partner per raccontare il Metaverso che non sia solo divertimento, per fare questo ha trovato due sponde formidabili. Se la cosa avrà successo o no non è in discussione.
E' in discussione solo il tempo. Sarà un anno, saranno 5, 10, 20?
Sarà VR o sarà AR o sarà XR?
La strada è tracciata.


Il percorso è da costruire.

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