Tutti i trend svelati in una ricerca da AIGO-Pangaea: per
business o leisure gli italiani sono i più viaggiatori d’Europa

Il “luxury travel” risente molto meno della crisi rispetto ad altri comparti. Questo emerge da una ricerca del network europeo Pangaea, un’associazione di agenzie indipendenti con una solida esperienza nel settore dei viaggi e del turismo, che copre attualmente oltre 20 mercati di tutto il mondo. Per l’Italia ha collaborato AIGO. La ricerca, focalizzata sulla Travel Industry, è stata elaborata utilizzando il panel di contatti Pangaea, che include ben 150 professionisti fra Tour Operator, Agenti di Viaggio, Società di Trasporti etc, considerati i principali decision maker europei del settore, e si pone come obiettivo di fornire agli operatori turistici un’analisi dettagliata sull’evoluzione dei comportamenti d’acquisto dei business traveller di lusso, di fronte alla crisi economica degli ultimi anni, per poter così individuare le strategie vincenti nei processi di selezione e offerta dei prodotti turistici.
Il “viaggio di lusso”, business o leisure che sia, va dunque inteso non già come un fenomeno di costume, bensì come una tendenza sempre più radicata nella società, che sebbene possa aver subito una leggera battuta d’arresto a causa della crisi economica globale ha comunque rappresentato una delle voci più forti del mercato internazionale, capace di reggere oltre ogni aspettativa. Un primo segnale incoraggiante è relativo alla percezione degli operatori sull’impatto della crisi sul proprio business: il 62,7% degli intervistati dichiara di aver mantenuto e in alcuni casi addirittura aumentato il numero delle prenotazioni registrate, sebbene i consumatori rivolgano un’attenzione sempre maggiore al budget, e il 48% si aspetti di avere riduzioni di almeno il 10-15% sui prezzi pre-crisi. Il 55,9% dei Tour Operator e Agenti di Viaggio è tuttavia convinto che i clienti viaggino come o più di prima addirittura, per cui non si registrano cambiamenti rilevanti sotto questo aspetto. Segnali importanti che si aggiungono alla considerazione di una cospicua fetta di professionisti travel (44%) secondo cui si sarebbe avuta solo una leggera flessione del comparto. Tutti, comunque, guardano al 2011 come all’anno decisivo della svolta e della ripresa economica. Interrogando gli Agenti di Viaggio sulle vendite si può notare come i “luxury traveller” si spostino in media 2 volte all’anno (82%) per soggiorni della durata circa di 2 settimane, preferibilmente in coppia e in hotel esclusivi. A viaggiare di più in Europa sembrano essere proprio gli italiani che si concedono soggiorni leisure anche 4 volte all’anno (42%). Il binomio brand-destinazione rimane, inoltre, un criterio di scelta imprescindibile per le vacanze sotto il segno del lusso, mentre sul fronte dell’informazione internet, social network e community la fanno da padrone. Agenti di viaggio e Tour Operator rimangono comunque i principali punti di riferimento per l’organizzazione dei propri viaggi potendo sempre garantire soluzioni taylor-made. I tempi di prenotazione invece continuano a restringersi: a fronte di un 56% di italiani che prenotano tra 1 e 3 mesi prima della partenza, abbiamo un 48% degli anglosassoni la cui finestra di acquisto si riduce a 1 mese (percentuale che scende al 25% per quanto riguarda il mercato nazionale). Quanto alle mete più ambite dai viaggiatori di lusso, in Europa ai primi posti troviamo Isole greche, Spagna e Sardegna mentre fra le destinazioni a lungo raggio rientrano Polinesia, Caraibi, Sychelles, Maldive e Mauritius.
Il mercato italiano
Analizzando i dati della ricerca per quel che riguarda il mercato italiano, emerge la figura di un viaggiatore di lusso esigente e sofisticato, con un’età media compresa fra i 30 e i 35 anni, alla ricerca di luoghi sconosciuti e incontaminati, facilmente accessibili nonostante tutto e dove poter sempre contare su servizi “out standing”, così da vivere una vera e propria esperienza di viaggio e non una semplice vacanza. In Italia, inoltre, accanto al viaggiatore di lusso che fino a qualche tempo fa prediligeva viaggi dal sapore “culturale”, cominciano a farsi spazio quanti sono sempre più attratti dal fascino che si respira in Paesi come India, Arabia e Russia. Nel nostro Paese i mesi in cui si è più propensi a viaggiare sono dicembre (57,6%) e agosto (43,5%), con una media di circa 10 giorni a soggiorno (49,4%) e una forte propensione a scegliere destinazioni in cui ci siano i brand di determinate catene alberghiere (58,1%), Spa e centri sportivi (54,1%) oltre che alla indiscussa bellezza del luogo(50%). I luxury traveller italiani, fervidi sostenitori dei viaggi di coppia (87,8%) possibilmente utilizzando compagnie aeree nazionali (94,7%), fanno anche un uso notevole di Internet per trarre informazioni di viaggio (47,9%), senza tuttavia dimenticare di consultare amici (41,1%) e cataloghi di Tour Operator (39,7%). Ma dove vanno in vacanza i viaggiatori di lusso nostrani? Nell’area del Mediterraneo la fanno da padroni Paesi quali la Grecia, la Spagna, la Francia e la stessa Italia, con Sardegna, Costiera Amalfitana, Toscana e Venezia in testa. Fra le strutture ricettive più amate gli hotel di lusso (91,9%), ugualmente prediletti, insieme con castelli da mille e una notte, dai luxury traveller spagnoli (98%) e inglesi (72,4%).
Indipendentemente dal Paese di riferimento e dalla durata del viaggio che si va ad intraprendere, la ricerca condotta da AIGO-Panagea porta alla luce la figura di un consumatore, alla ricerca costante del top di gamma, che non è disposto a scendere a compromessi per quanto riguarda la qualità dei servizi e non rinuncia ad una vacanza di tipo “esperienziale”. Un consumatore, insomma, sofisticato ed esigente, convinto di poter contare su sempre maggiori vantaggi, in termini soprattutto di qualità/prezzo, derivanti da un mercato altamente competitivo. Sulla scorta di ciò sarà dunque necessario sviluppare nuovi prodotti, capaci di soddisfare le più disparate esigenze, veicolando il valore aggiunto di un determinato prodotto nel modo più completo e corretto possibile.
