Magazine di Febbraio2012

Situazione
di stallo operativo
sui mutui

Cala anche il mercato immobiliare. Puntare sulle offerte a costi più contenuti mettendone il più possibile a confronto

L’aumento degli spread sui mutui da parte delle banche, ha portato lo spread medio a superare il 3,5%, con valori più che doppi rispetto al primo semestre 2011, e con punte che per singoli istituti superano anche il 5%. Per quanto il costo del denaro, sia a breve che a lungo termine, stia arretrando nuovamente verso i minimi, spread così elevati mantengono le offerte di mutuo su valori non molto appetibili, né facilmente accessibili per gli interessati. I migliori tassi variabili per un mutuo ventennale partono dal 3,80%, mentre con il tasso fisso si parte dal 5,70%.
Di per sé, si tratterebbe di tassi non alti rispetto alle medie storiche, ma l’anomalia degli spread non può che farli valutare come molto onerosi per i sottoscrittori, a causa della particolare situazione di mercato e, solo l’auspicabile progressivo allentarsi della tensione sul mercato interbancario nei prossimi mesi, potrà permettere il gradule ritorno a condizioni di migliore accessibilità per i mutui, sia come costo sia come parametri di credito meno restrittivi.


L’effetto delle misure eccezionali a sostegno del sistema creditizio europeo, come i finanziamenti a tasso agevolato da parte della BCE, richiederanno necessariamente del tempo perché diventino efficaci e restituiscano fiducia e dinamismo al mercato interbancario. E’ quindi probabile, almeno nel breve termine, il permanere di una sorta di stallo operativo sui mutui, che non a caso fanno registrare dall’autunno performance mensili sempre più negative rispetto al pari periodo dell’anno scorso, quando i tassi erano ai minimi e la liquidità massima.
Ciò è fortemente legato alla marcata riduzione delle operazioni di surroga, che fino ai primi mesi del 2011 pesava fino a quasi il 40% delle erogazioni totali. Ora tale percentuale è crollata intorno al 10%, e poiché il mercato immobiliare è anch’esso in frenata, il valore complessivo dei mutui erogati non può che segnare un arretramento consistente.
Tale scenario rende consigliabile, per chi sia interessato ad un mutuo, di puntare sulle offerte a costi più contenuti e da parte degli istituti che si mostrano più disponibili all’erogazione, confrontando un buon numero di offerte per identificare quelle che realmente risultino essere più convenienti al momento.
In questa fase, le offerte migliori applicano spread al 3,00% o poco sotto mentre, come detto all’inizio, tra le migliori offerte e quelle più elevate, si possono registrare differenze di spread anche del 2%, che per un mutuo medio da 130.000 euro significherebbero dai 1.000 ai 1.500 euro di costo in più all’anno.
Fare una buona analisi e selezione delle diverse banche è quindi fondamentale per garantirsi risparmi notevoli.
Per quanto riguarda le prospettive sul costo del denaro, il mercato sembra prevedere tassi molto contenuti almeno per 18–24 mesi, e una risalita dei tassi di almeno 150-200 punti base potrebbe impiegare qualche ulteriore anno. Risulta quindi, almeno in teoria, molto ampio l’orizzonte temporale per il quale il tasso variabile potrebbe permettere rate minori e risparmi maggiori del tasso fisso, senza compromettere l’equilibrio finanziario del bilancio familiare. Il tutto, ovviamente, a patto di tenere sempre presente la possibile oscillazione delle rate con il tasso variabile nel futuro rispetto ai valori attuali, e di puntare alle migliori offerte del mercato.

Roberto Anedda, Direttore Marketing di MutuiOnline.it



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Articolo pubblicato nel Magazine di Febbraio2012