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11/11/2026

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Pluxee svela tre paradossi sull'engagement dei dipendenti

Sonet (Pluxee): nell'era dell'inflazione e dell'AI i dipendenti sono fortemente legati alle proprie aziende, che vedono sempre più come una fonte di stabilità in un contesto difficile

Pluxee, leader globale nei benefit e nell'engagement dei collaboratori, ha pubblicato un'indagine internazionale intitolata "Il lavoro: un rifugio in tempi incerti?". L'analisi, condotta su circa 11000 dipendenti in 14 Paesi, mette in luce tre contraddizioni fondamentali che descrivono lo stato attuale dell'employee engagement.
In Italia, la maggior parte dei lavoratori mantiene un rapporto positivo con l'organizzazione: l'81% dichiara di apprezzare o amare la propria azienda, contro l'87% a livello globale. Parallelamente, il lavoro riceve un punteggio medio di 7,2 su 10, superiore al 6,7 assegnato alla vita complessiva, dimostrando che la dimensione professionale resta un punto di riferimento, nonostante una percezione meno intensa rispetto alla media internazionale.

Il contesto economico resta difficile: il 65% degli italiani è preoccupato per l'inflazione e il suo impatto sul potere d'acquisto, con il 19% che riferisce di pensarci costantemente. Il 56% dichiara di avere risorse economiche limitate, in linea con il 53% a livello mondiale. Questa pressione influisce sulla lealtà: la percentuale di dipendenti che desidera restare "il più a lungo possibile" è calata di 5 punti rispetto al 2025, mentre cresce del 6% la quota di chi intende rimanere finché il lavoro resta stimolante.
L'Intelligenza Artificiale (AI) è percepita con apertura, anche se con un ritmo di adozione più contenuto. Il 57% dei lavoratori italiani la valuta positivamente, rispetto al 65% a livello globale. Il 23% la considera utile perché semplifica la vita, mentre il 34% la trova interessante e ne aumenta l'uso. Tuttavia, solo il 44% la utilizza quotidianamente o quasi, contro il 53% internazionale.

Aurélien Sonet, CEO di Pluxee commenta: "Questo secondo studio internazionale rivela un capitale umano molto più ottimista di quanto molti potrebbero aspettarsi. In un contesto di incertezza economica e di pressione sul potere d'acquisto, i dipendenti sono fortemente legati alle proprie aziende, che vedono sempre più come una fonte di stabilità in un contesto difficile. La ricerca mette inoltre in discussione alcune percezioni comuni sull'AI: se da un lato i dipendenti ne riconoscono il potenziale trasformativo per il proprio lavoro, dall'altro la maggior parte la considera un'opportunità piuttosto che una minaccia, aspettandosi che renda il lavoro più semplice e più interessante. In un mondo del lavoro che evolve rapidamente e in cui nuove competenze diventano essenziali, il supporto che noi, come datori di lavoro, forniamo ai nostri dipendenti è fondamentale per favorire il loro engagement".


I dati salienti dello studio, presentati in ordine di rilevanza, sono:

- Inflazione e potere d'acquisto rappresentano la prima preoccupazione: il 70% degli intervistati a livello globale li segnala, con il 25% che afferma di non riuscire a smettere di pensarci; in Italia, il 65% è preoccupato e il 19% ne è ossessionato.
- La soddisfazione per il lavoro supera quella per la vita: a livello globale i punteggi sono 7,6/10 e 7,3/10; in Italia la differenza è più marcata, 7,2/10 contro 6,7/10.
- Il legame con l'azienda resta solido: l'87% dei dipendenti mondiali ama o apprezza la propria organizzazione, mentre in Italia la percentuale è dell'81% (10% ama e 71% apprezza).


- Si diffonde l'Engagement Consapevole, un approccio più intenzionale al coinvolgimento: il 38% dei lavoratori a livello globale e il 45% in Italia adottano questo modello.
- La fedeltà all'azienda diventa più condizionata: il 33% dei dipendenti mondiali intende restare finché il lavoro sarà interessante, percentuale quasi identica in Italia (32%).
"I risultati della ricerca mostrano come anche in Italia il rapporto con il lavoro stia cambiando. Se da un lato il 45% dei lavoratori ritiene che il proprio impiego non sia a rischio a causa dell'intelligenza artificiale, dall'altro solo il 34% si aspetta che questa tecnologia possa trasformare positivamente le proprie attività. È un segnale importante per le aziende, chiamate ad accompagnare le persone in questa trasformazione, investendo nelle competenze e creando le condizioni per coglierne concretamente le opportunità", sottolinea Tommaso Palermo, Managing Director di Pluxee Italia. "Ma la sfida non è soltanto tecnologica: in Italia il 37% dei lavoratori chiede maggiore riconoscimento del proprio impegno e il 33% indica i benefit tra le priorità aziendali. Dati che confermano quanto sia fondamentale costruire un rapporto basato sulla reciprocità, in cui innovazione, valorizzazione delle persone e strumenti concreti di welfare contribuiscano a rafforzare il coinvolgimento e il benessere dei dipendenti".

 



 


"Le aziende devono investire in competenze e creare condizioni per cogliere le opportunità offerte dall'AI - ha sottolineato Tommaso Palermo - mentre il 37% dei dipendenti richiede maggiore riconoscimento e il 33% pone i benefit al centro delle priorità".


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