Calzature italiane: fatturato -2,3%, export -2,4% e saldo +9,6%
Ceolini (Assocalzaturifici): il comparto registra fatturato in calo ma un saldo commerciale in crescita, segnale di resilienza
Il primo semestre del 2026 mostra un fatturato complessivo del settore calzaturiero italiano in diminuzione del 2,3% rispetto all'anno precedente. L'export totale ha perso il 2,4% in valore e il 5,8% in volume nello stesso arco temporale. Il saldo commerciale, ovvero la differenza tra export e import, è cresciuto del 9,6%, raggiungendo 2,16miliardi di euro.
"Il settore calzaturiero italiano continua ad affrontare una congiuntura economica complessa in continuità con il 2025, tiene comunque un certo posizionamento nella manifattura e continua a dimostrare capacità di adattamento e una forte vocazione internazionale", dichiara Giovanna Ceolini, Presidente di Assocalzaturifici. "Le nostre imprese stanno reagendo con determinazione a una congiuntura caratterizzata da tensioni geopolitiche, rallentamento della domanda e aumento dei costi. Il saldo commerciale del comparto è cresciuto da gennaio a maggio del 9,6%, raggiungendo 2,16 miliardi di euro: un risultato che testimonia la competitività delle nostre imprese e la capacità del Made in Italy di continuare a creare valore anche in una fase particolarmente difficile. La tenuta del mercato UE e le prime indicazioni di recupero dei consumi interni confermano segnali di miglioramento del nostro comparto. Oggi più che mai è necessario sostenere le aziende con misure che rafforzino competitività, investimenti e occupazione, affinché il settore possa continuare a rappresentare un'eccellenza del sistema manifatturiero nazionale".
Le esportazioni hanno totalizzato 4,77miliardi di euro nei primi cinque mesi del 2026. Le principali variazioni per destinazione sono:
- Russia: calo del 24,6% in valore.

- Medio Oriente: riduzione del 34%.
- Stati Uniti: diminuzione del 5,2%.
- Far East: lieve contrazione dell'1,6% dopo il forte ridimensionamento del 2025.
- Unione Europea: crescita complessiva del 2%, trainata dalla Francia (+4,3%), principale mercato di destinazione che copre oltre un quinto dell'export settoriale.
Nel mercato interno, le famiglie italiane hanno aumentato gli acquisti di calzature del 2% sia in volume sia in valore, interrompendo tre anni di contrazione. La categoria calzature donna registra una crescita del 4% in quantità e spesa. Anche le sportive e sneakers crescono dell'1,5%, rappresentando più del 42% della spesa complessiva.
La produzione è scesa del 6,7% secondo l'indice Istat. La filiera ha perso 151 imprese attive (-4,7%) e 3065 addetti (-4,5%) tra industria e artigianato, portando il totale dei calzaturifici a 3045 unità e gli occupati a 65279.
Le ore di cassa integrazione nella filiera pelle sono diminuite del 24,1% rispetto allo stesso periodo del 2025, attestandosi a 12,9milioni.

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