AI: il debito dei data center ridefinisce il mercato obbligazionario
Hickmore (Aberdeen Investments): l'ascesa del credito per l'infrastruttura AI apre opportunità e rischi per gli investitori
Negli ultimi due anni l'intelligenza artificiale è stata associata principalmente alle azioni, ma la vera trasformazione avviene dietro le quinte, nei finanziamenti delle infrastrutture fisiche. I data center, le reti elettriche e i collegamenti necessari per far funzionare l'AI richiedono investimenti enormi, sempre più sostenuti da debito anziché da liquidità interna. Questo rende l'AI una tematica centrale anche per gli investitori obbligazionari.
CreditSights stima che le cinque principali hyperscaler statunitensi - Amazon, Microsoft, Alphabet, Meta e Oracle - spenderanno circa 600 miliardi di dollari in infrastrutture legate all'AI entro l'anno corrente. Fino a poco tempo fa queste spese erano coperte quasi esclusivamente da risorse proprie; oggi la dinamica è cambiata. Secondo S&P Global Market Intelligence, l'emissione di obbligazioni per data center è quasi raddoppiata, raggiungendo 180 miliardi di dollari entro il 2025. Gli stessi hyperscaler hanno collocato 121 miliardi di dollari in obbligazioni, più di quattro volte la media degli ultimi cinque anni. Alphabet ha persino lanciato un titolo a scadenza centenaria denominato in sterline, segnale che il mercato del credito si sta espandendo anche fuori dagli Stati Uniti.

"Per gli obbligazionisti, ciò rappresenta sia un'opportunità che un cambiamento delle regole. Per anni il mercato ha considerato queste società con rating AA e A come «cash-plus»: bilanci solidi come una roccia che non avevano praticamente bisogno di ricorrere al credito. Ora stanno emettendo debito su una scala tale da costringere gli investitori a riflettere più attentamente sulla capacità di una società di rimborsare i propri debiti, sull'enorme volume della nuova offerta di obbligazioni e sugli eventuali profitti derivanti da tutta quella spesa", Luke Hickmore, Investment director, Fixed income di Aberdeen Investments.
Investire in obbligazioni legate ai data center comporta rischi diversi rispetto all'acquisto di azioni tecnologiche. Le domande chiave per gli obbligazionisti includono:
- Da dove proviene l'energia elettrica necessaria al funzionamento dei data center?
- Chi sono gli inquilini dei siti e quanto è solida la loro capacità di pagamento?
- Qual è la probabilità che l'hardware diventi obsoleto prima della scadenza del debito?
Questi fattori ricordano più la valutazione di infrastrutture come autostrade a pedaggio o centrali elettriche, dove il flusso di cassa proviene da contratti a lungo termine e beni materiali, piuttosto che dalle attività operative quotidiane di un'impresa.
Esistono due canali principali per accedere a questo mercato. Il primo è quello pubblico: le obbligazioni investment-grade emesse dagli hyperscaler sono diventate una delle maggiori fonti di nuova offerta sul mercato obbligazionario. Il secondo è il credito privato, dove veicoli d'investimento dedicati raccolgono fondi da investitori istituzionali e assicuratori, garantiti direttamente dagli edifici e dai contratti con i giganti tecnologici.
"Essere in grado di confrontare un'obbligazione di un hyperscaler quotata in borsa con una struttura di data center finanziata privatamente - e valutare quale offra un miglior rapporto rischio/rendimento - è esattamente il tipo di decisione per cui è pensata la gestione attiva. Un fondo obbligazionario passivo detiene tipicamente una quota maggiore di chi emette più debito; ciò non equivale a detenere il debito giusto", commenta Hickmore.
In sintesi, l'espansione dell'AI non è più un fenomeno limitato al mercato azionario. Il crescente utilizzo del debito per finanziare le infrastrutture crea nuove opportunità, ma anche nuovi rischi, per gli investitori obbligazionari che devono saper distinguere tra obbligazioni solidamente garantite e quelle più vulnerabili.
"I vincitori non saranno semplicemente quelli con la maggiore esposizione all'intelligenza artificiale, ma coloro che sapranno distinguere un'obbligazione ben strutturata e ben garantita da una fragile. Questo è un compito che richiede un'analisi attenta e attiva - e, sempre più, un uso intelligente della tecnologia su entrambi i lati dell'operazione", conclude Hickmore.

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