Le Incumbent spingono la platform economy: crescita, modelli ibridi e AI
Trabucchi (Politecnico di Milano): l'analisi mostra che le imprese tradizionali creano il 38% delle piattaforme globali, con modelli ibridi e AI al centro
Le Incumbent (piattaforme sviluppate da aziende già esistenti e consolidate sul mercato anziché da startup native digitali) rappresentano quasi il 40% delle piattaforme analizzate a livello mondiale, secondo l'Osservatorio Platform Thinking Hub dell'Politecnico di Milano. Il rapporto evidenzia che il modello dominante è ibrido, combinando più meccanismi di valore e sfruttando l'AI per ottimizzare matching, governance e crescita. In Italia la quota di piattaforme "domestiche" è la più bassa tra le economie studiate, con appena il 26,3% dei soggetti identificati nati nel Paese.

"La platform economy è oggi un terreno di competizione tra le imprese, che ha configurazioni diverse tra settori e Paesi", afferma Daniel Trabucchi, Direttore scientifico dell'Osservatorio Platform Thinking Hub. "La ricerca mostra chiaramente come la capacità di sviluppare una piattaforma non sia un'esclusiva delle startup digitali e le imprese consolidate hanno un ruolo sempre più importante, spesso attraverso modelli ibridi strettamente connessi alle proprie attività tradizionali. In questo senso, per le aziende consolidate il platform thinking, cioè la capacità di utilizzare i meccanismi delle piattaforme per la trasformazione del proprio business, può essere uno strumento per innovare, facendo leva su relazioni, clienti, infrastrutture e capacità costruite nel tempo".
"Nella competizione della platform economy si è inserita l'intelligenza artificiale, che oggi sta ridisegnando sistemi di matching e di governance, servizi e modelli di crescita delle piattaforme", spiega Tommaso Buganza, Direttore scientifico dell'Osservatorio Platform Thinking Hub. "L'AI, da un lato sta dà origine a nuovi ecosistemi, nuovi modelli di business e nuove piattaforme, dall'altro modifica il modo in cui persone, team e funzioni collaborano all'interno dell'organizzazione. In questo contesto, il Platform Thinking, diventa uno strumento per progettare nuove interazioni, incentivare la partecipazione, facilitare lo scambio di conoscenze e coordinare contributi provenienti da attori diversi, in modo che la collaborazione tra persone, organizzazioni e intelligenza artificiale generi valore in modo efficace e sostenibile".
Fattori principali emersi dalla ricerca
- Il 38% delle piattaforme globali è stato creato da imprese già esistenti, con una crescita costante dal 2010 al 2020.
- Il 62% delle piattaforme utilizza un modello ibrido, mescolando relazioni tra utenti, servizi aggiuntivi e pubblicità.
- Il 73,1% delle piattaforme combina almeno due fonti di ricavo; la commissione su vendite è presente nel 52,7% dei casi.
- In Italia solo 21 piattaforme su 80 sono nate sul territorio, pari al 26,3% del totale, contro oltre il 90% in Cina e negli USA.
- L'AI è citata come fattore chiave per nuovi ecosistemi di mercato e per la riorganizzazione interna delle aziende.
Definizione di piattaforma: un modello di impresa che crea valore collegando gruppi interdipendenti di utenti, generando effetti di rete. Esempi includono piattaforme transazionali come Airbnb, piattaforme di innovazione come iOS, e piattaforme ortogonali basate su pubblicità come i motori di ricerca.
Distribuzione per settore: la presenza di incumbent varia dal 73,5% nel commercio al 10,3% nei viaggi. In media, il 70,1% delle piattaforme sviluppate da imprese consolidate è legato alle attività principali dell'azienda, mentre il 29% esplora business adiacenti.
Impatto dell'AI: le tecnologie di intelligenza artificiale, come ChatGPT e Claude, consentono la creazione di nuovi ambienti in cui terze parti offrono applicazioni e servizi. All'interno delle imprese, l'AI favorisce il match tra competenze complementari, migliora la personalizzazione dei servizi e rende più efficiente la monetizzazione dei dati, pur senza vendere direttamente i dati stessi.
Modello di ricavo: le piattaforme combinano commissioni, pubblicità e abbonamenti per diversificare le entrate. Solo il 5,7% delle piattaforme monetizza direttamente i dati, ma questi rimangono fondamentali per ottimizzare l'incontro domanda-offerta e supportare decisioni strategiche.
Contesto italiano: tra le 21 piattaforme domestiche, la maggior parte è concentrata nei settori lavoro, servizi professionali, salute e assistenza, con cinque realtà su dieci per ciascuno di questi ambiti. Invece, nei settori commercio e media non emerge alcuna piattaforma di origine italiana.
Conclusioni operative: il platform thinking è indicato come strumento di trasformazione per le imprese tradizionali, permettendo di sfruttare relazioni consolidate, infrastrutture esistenti e capacità acquisite per innovare in modo sostenibile.

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