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07/10/2026

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L'elettrificazione ridefinisce la sovranità energetica europea

Neuville (ODDO BHF): in un mondo frammentato, la sovranità non si misura più soltanto in termini di accesso alle risorse, ma anche attraverso la capacità di gestire sistemi elettrici resilienti, efficienti e autonomi

L'evoluzione della sicurezza energetica non è più legata alla semplice disponibilità di combustibili fossili. Oggi la capacità di produrre, trasmettere e bilanciare l'elettricità determina la sovranità economica e la resilienza delle imprese. L'evento più evidente è la riduzione dei flussi di gas russo verso l'Europa, che prima del 2022 copriva oltre il 40% delle importazioni. Quando i flussi si sono interrotti, i prezzi sono schizzati, le catene di approvvigionamento si sono incrinate e le attività industriali hanno dovuto riorganizzarsi rapidamente.
"In questo nuovo contesto, l'elettrificazione sta assumendo un significato diverso. Viene spesso presentata come una risposta al cambiamento climatico, ma la sua accelerazione è sempre più determinata da considerazioni strategiche. Produrre elettricità a livello locale - da fonti rinnovabili o dal nucleare - riduce l'esposizione agli shock esterni, alla volatilità dei mercati delle materie prime e alle tensioni geopolitiche. In questo modo, una parte del sistema energetico viene saldamente ancorata all'interno dei confini nazionali", afferma Diane Neuville, CFA, Fund Manager, ODDO BHF Green Planet, ODDO BHF AM SAS. 

La produzione locale di energia non elimina il rischio, ma lo trasforma. A differenza di petrolio e gas, l'elettricità non può essere immagazzinata in grandi quantità né reindirizzata globalmente con la stessa flessibilità. La sua sicurezza dipende da una rete integrata che comprende generazione, trasmissione, distribuzione e bilanciamento in tempo reale. Di conseguenza, la sicurezza energetica è oggi definita dalla capacità di costruire e gestire infrastrutture complesse, non più dal semplice accesso alle risorse.

Il consumo globale di elettricità è in forte crescita, anche nelle economie avanzate. Dopo un decennio di stagnazione, questi paesi hanno avviato una fase di espansione sostenuta, spinta da infrastrutture digitali, elettrificazione dei trasporti, sistemi di riscaldamento elettrico e trasformazioni industriali. Si tratta di una discontinuità strutturale, non di una semplice ripresa ciclica.
Le nuove esigenze aumentano la pressione sui sistemi elettrici. I data center richiedono una continuità quasi assoluta, l'elettrificazione industriale genera carichi più variabili e la diffusione di impianti rinnovabili decentralizzati introduce fluttuazioni in reti concepite per la stabilità. Questo accresce la complessità operativa e tecnica.

"Mentre la capacità di generazione aumenta rapidamente - trainata dalle fonti rinnovabili, che oggi rappresentano circa il 90% della nuova capacità installata (IRENA, 2024) - le reti faticano a tenere il passo", spiega Neuville.
Molte reti sono state progettate decenni fa per un modello centralizzato; ora devono gestire una domanda in crescita e flussi bidirezionali, provocando ritardi nelle connessioni, costi più elevati e pressioni sulle catene di approvvigionamento di apparecchiature.
"L'elettrificazione crea quindi un paradosso. Da un lato, rafforza la sovranità nel lungo periodo riducendo la dipendenza dai combustibili importati; dall'altro, accresce la dipendenza da infrastrutture ad alta intensità di capitale, tecnologicamente complesse e caratterizzate da lunghi tempi di realizzazione. Il controllo si sposta dal possesso delle risorse alla capacità del sistema: dall'accesso all'energia alla capacità di gestirla", continua Neuville.

Per gli investitori, la elettrificazione non è più una scommessa tematica sulla transizione verde, ma un'esposizione a priorità economiche strutturali: indipendenza energetica, competitività industriale, stabilità macroeconomica e resilienza agli shock esterni. Il valore non risiede soltanto nella produzione di energia, ma nella capacità di trasportarla, stabilizzarla e utilizzarla. Le componenti chiave - reti, apparecchiature, sistemi di accumulo e software di gestione - rappresentano prerequisiti imprescindibili, non investimenti discrezionali.


Anche se le politiche pubbliche cambiano, le esigenze infrastrutturali rimangono. Qualsiasi fonte di elettricità deve essere trasmessa, trasformata e distribuita con elevata affidabilità. La natura fisica di questi vincoli conferisce al ciclo di investimento una durata superiore ai cicli politici a breve termine.
"In definitiva - conclude Neuville - l'elettrificazione sta ridefinendo il concetto di potere, sia dal punto di vista economico sia geopolitico. In un mondo frammentato, la sovranità non si misura più soltanto in termini di accesso alle risorse, ma anche attraverso la capacità di gestire sistemi elettrici resilienti, efficienti e autonomi".


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