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30/09/2026

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L' eccellenza vitivinicola abruzzese tra le colline di Loreto Aprutino - Vinicitor sapiens

Albanesi (Terra dei Beati): la storia di una famiglia che punta tutto su qualità, biologico e terroir locale

Torniamo a distanza di molti mesi a raccontare di storie di vino in terra d'Abruzzo. Per l'esattezza siamo a Loreto Aprutino, provincia di Pescara, collocato sulle prime colline che dal mare di Pescara salgono fino al Gran Sasso. Una collocazione invidiabile che la mette nel pieno flusso di venti e arie provenienti dal mare e dalla montagna. Un fantastico mix che ritroviamo nelle bottiglie che producono con cura, amore e dedizione Fausto Albanesi e sua moglie Adriana Galasso nella loro azienda Terra dei Beati. Il nome dell'azienda deriva da un particolare di un grande affresco del 1400, che si trova nella locale chiesa di S. Maria in Piano. Nella preziosa raffigurazione del Giudizio Universale, la "torre dei beati" rappresenta il traguardo finale cui, con grandi sforzi e attraverso difficili prove, tendono le anime appena transitate nell'aldilà. "In questa parabola si rispecchia il principio ispiratore della nostra attività, che si basa sulla volontà di esprimere, attraverso attentissime selezioni in vigna e in cantina, il meglio dei vitigni autoctoni che coltiviamo nel territorio particolarmente vocato di Loreto Aprutino", ricorda Fausto.

L'azienda, a gestione familiare, nasce nel 1999, quando Fausto e Adriana decidono di prendere in gestione il vigneto coltivato per tanti anni dal papà Rocco. Convinti dell'impossibilità di disgiungere il concetto di qualità di un vino da quello della sua genuinità, convertono subito il vigneto al metodo biologico, ed è del 2000 la prima bottiglia.
"Mia moglie ed io veniamo da percorsi professionali diversi, lei commercialista io ingegnere. Mai avremmo immaginato una svolta così radicale" racconta Fausto. In effetti la loro vita prosegue nel solco di studi e, come d'incanto, li conduce al mondo del vino. Abbiamo sempre amato visitare cantine, partecipare a fiere e degustazioni. Fino a quando mio suocero Rocco, viticoltore, andato in pensione, porta in dote i 7 ettari di Montepulciano piantati nel 1972 e la cui uva era venduta ad altri produttori. Ci siamo detti: perché non investire in questo progetto, creando la nostra attività e focalizzandoci sui vini che maggiormente contraddistinguono il territorio?" E così è stato. Nel 1999 assumono la gestione dei vigneti, comprando progressivamente nel tempo nuovi appezzamenti per piantare e coltivare altri vigneti, costruendo una cantina interrata per la lavorazione, con occhio sempre attento alle tecnologie più innovative che meglio si integrano con un approccio il più possibile rispettoso e tradizionale. Ancora oggi tutte le uve sono accuratamente raccolte a mano in piccole casse (le uve rosse addirittura con le attentissime vendemmie "scalari", necessarie per una ottimizzazione estrema delle maturazioni), e successivamente sottoposte a ulteriore cernita finale sul tavolo di scelta manuale, grappolo per grappolo. Questo per ottenere il massimo di maturazione e di sanità.

"Abbiamo sempre creduto nella pergola abruzzese, il tipo di impianto dei vigneti più vecchi, mentre a spalliera ad alta densità vengono realizzati gli impianti più recenti. Le pratiche agronomiche variano in funzione del tipo di impianto, delle caratteristiche del vitigno, e della singola particella di terreno, avendo sempre come obiettivo la ricerca di un naturale equilibrio vegeto-produttivo orientato all'ottenimento di quantità limitate. La vendemmia dei bianchi, che maturano a inizio settembre, quando le temperature diurne sono ancora alte, avviene ormai da dodici anni di notte, per portare in cantina uve più fresche ed evitare perdite aromatiche, mentre l'uva rossa viene raccolta nel mese di ottobre, con passate successive di raccolta scalare, selezionando ogni volta su ogni pianta solo i grappoli perfettamente sani e maturi, e lasciando gli altri a guadagnare una maggiore concentrazione fino alla raccolta successiva", ricorda Fausto.


Oggi sono coltivati 29 ettari a Loreto Aprutino, tra i 250 e i 300 metri sul livello del mare, a 25 chilometri dall'Adriatico, sui primi contrafforti collinari, di natura argilloso-calcarea, che chiudono la valle del torrente Tavo innalzandosi verso i 3000 metri del Gran Sasso d'Italia, la cima più alta degli Appennini. La particolare posizione fa sì che la vigna risenta costantemente durante il giorno dell'aria temperata proveniente dal mare, e la notte, soprattutto nell'ultimo mese di maturazione, del freddo che scende dalla montagna, già a metà settembre imbiancata di neve.
La produzione, articolata in 8 etichette e completata da un selezionatissimo olio extravergine di oliva, varia con l'andamento della stagione, rispettando il punto fermo dell'uso esclusivo di uve e olive di produzione propria. Le quantità variano tra le 60 e le 150mila bottiglie, vendute per il 50% in Italia attraverso il canale horeca e il rimanente destinato all'estero con importatori selezionatissimi, prevalentemente negli Stati Uniti e in Europa. Si tratta di bottiglie dalla forte personalità, che hanno un coinvolgente complemento comunicativo nelle etichette molto particolari che le corredano, ciascuna delle quali risponde più all'esigenza di raccontare il significato del singolo vino in bottiglia che la contemporanea e un po' standardizzata necessità di esprimere l'appartenenza a un brand, la cui forza emerge semmai dalla pluralità dell'insieme. "Ogni etichetta è legata alla storia del territorio e della vigna da cui proviene l'uva, e al significato che quel vino ha per noi, a conferma della forte impronta familiare dei nostri prodotti e del loro stretto legame con la bellezza e l'unicità del nostro territorio", prosegue Fausto.


Al primo nucleo produttivo, localizzato al pianterreno della vecchia casa rurale al centro del vigneto, si aggiungono successivamente una bottaia per la maturazione dei vini e una nuova cantina di produzione. Contemporaneamente la gamma di prodotti si amplia con lo studio di variazioni significative sul tema del Montepulciano, affiancato successivamente da nuovi vigneti di Pecorino e di Trebbiano.
Le bottiglie iconiche sono il Rosa-ae, Cerasuolo d'Abruzzo DOC che grande riscontro sta ottenendo anche tra i giovani, Giocheremo con i fiori, Abruzzo DOC Pecorino, il Bianchi Grilli, Abruzzo DOC Pecorino, il Bianchi Grilli, Trebbiano d'Abruzzo DOC, il Diverto, Trebbiano d'Abruzzo DOC, il Montepulciano D'Abruzzo DOC, il Cocciapazza, Montepulciano d'Abruzzo DOC Riserva e il Mazzamurello, Montepulciano d'Abruzzo DOC Riserva. Completa la gamma di prodotti lo straordinario Olio
Extra Vergine di Oliva
, prodotto da circa seicento alberi, senza alcun tipo di intervento chimico. Le cultivar sono principalmente Dritta e Leccio del Corno, con una piccola percentuale di Leccino e di olive da mensa (Intosso, Cucco), secondo l'uso tradizionale delle famiglie abruzzesi.


Volgendo lo sguardo al futuro vi è un probabile possibile ampiamento delle etichette proposte. "Abbiamo recentemente acquisito dei terreni vitati a Corvara, collocati proprio sotto il massiccio della Maiella. Terreni e climi ancora diversi, che ci permettono di immaginare nuove bottiglie", ammette Fausto.
Sono in corso i lavori per il restauro di un palazzo storico nel centro di Loreto Aprutino e per il completamento di un grande casale che domina lo straordinario paesaggio di Corvara. Grazie a tali investimenti Torre dei Beati conta di aprirsi ad un turismo selezionato e di qualità. Una risorsa che può spingere a promuovere l'Abruzzo e le sue straordinarie produzioni. A iniziare da quelle di Adriana e Fausto.


Federico Unnia
Aures Strategie e politiche di comunicazione


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