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23/09/2026

economia

Un momento di mercato unico e l'importanza di un approccio attivo

Romo (Capital Group): la concentrazione record negli indici S&P 500 e MSCI EM spinge gli investitori a riconsiderare l'uso di strategie passive

Il livello di concentrazione nei principali indici azionari ha raggiunto valori straordinari. Le prime10 società dell'S&P 500 rappresentano quasi il 40% dell'indice, una quota non vista dalla metà degli anni 60. Nel settore dei semiconduttori, le aziende più grandi arrivano a coprire un quinto dell'S&P 500. Nei mercati emergenti, la situazione è ancora più marcata: TSMC, Samsung e SKHynix detengono il 29% dell'MSCI EM.
Secondo Martin Romo, Chief Investment Officer di Capital Group, "Questa non è una argomentazione contro l'investimento nelle società che stanno guidando l'era dell'intelligenza artificiale. Molte di esse sono aziende straordinarie con prospettive durature. Il punto è che, con ai livelli attuali di peso e valutazioni, i benchmark - e le strategie passive che li replicano - partono sempre più dal presupposto che una determinata serie di esiti finirà per prevalere. L'abbiamo già visto in passato".

Secondo Romo, la concentrazione è il risultato di una forte convinzione attorno a temi dominanti, ma non garantisce che i leader attuali rimarranno tali nel lungo periodo. Nel 1980, i combustibili fossili costituivano il 29% dell'S&P 500; oggi la loro presenza è scesa al 3%. Durante il boom giapponese della fine degli anni 80, il Giappone copriva il 44% dell'MSCI World, ora si attesta intorno al 5%. Tali cambiamenti mostrano che i pesi nei benchmark possono diventare altamente concentrati quando un tema guadagna consenso.
"La storia dimostra che i leader di un'epoca raramente sono quelli dell'epoca successiva. I gestori attivi possono avvalersi della ricerca e del proprio giudizio per adattarsi all'evoluzione della leadership di mercato. Mantenere una visione lucida dei fondamentali può rivelarsi particolarmente importante quando l'entusiasmo diventa diffuso", afferma Romo.

Le strategie passive, per loro natura, replicano i benchmark senza gestire rischi di valutazione, dimensioni di posizione o cambiamenti fondamentali. Non filtrano se un'azienda sta perdendo vantaggi competitivi o se il prezzo attuale è giustificato dal rischio a lungo termine.
Un fondo indicizzato non valuta se i mercati siano sopravvalutati, se un settore si trovi in una bolla o se un titolo specifico abbia subito un deterioramento".
Durante la testimonianza al Congresso degli Stati Uniti, Jody Jonsson, gestore di portafoglio azionario di Capital Group, ha evidenziato che la crescita dei fondi indicizzati, che ora rappresentano circa la metà degli asset gestiti negli USA, ha ridotto la percentuale di investitori che analizzano attivamente i prezzi alla luce dei fondamentali. I gestori attivi, secondo Jonsson, svolgono un ruolo cruciale nella scoperta dei prezzi, processo assente nei fondi indicizzati.


In questo contesto, Romo suggerisce di mantenere una ricerca fondamentale approfondita per individuare le società che sfruttano l'IA per aumentare produttività, rafforzare vantaggi competitivi ed espandere mercati di riferimento. L'obiettivo è individuare opportunità che il benchmark potrebbe sottovalutare e che offrono rendimenti adeguati al rischio.
"Dovremmo cercare aziende in grado di utilizzare l'IA per migliorare la produttività, rafforzare i vantaggi competitivi ed espandere i mercati di riferimento. Conduciamo ricerche e investiamo a livello globale, lungo l'intera catena del valore, alla ricerca di opportunità che il benchmark potrebbe sottovalutare e in cui le valutazioni possano offrire rendimenti adeguati al rischio particolarmente interessanti. E dovremmo dimensionare le posizioni tenendo presente che i benchmark di mercato possono diventare sbilanciati in contesti come quelli a cui assistiamo oggi", prosegue Romo.


Il messaggio chiave è bilanciare audacia e umiltà: investire in grandi società quando i fondamentali lo giustificano, ma essere pronti a discostarsi dal benchmark quando il rapporto rischio/rendimento lo richiede. La diversificazione rimane fondamentale, soprattutto quando un mercato ristretto continua a crescere.

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