Rally dei rendimenti obbligazionari: tre forze che spingono i tassi al rialzo | BusinessCommunity.it
BusinessCommunity.it

16/09/2026

economia

Rally dei rendimenti obbligazionari: tre forze che spingono i tassi al rialzo

Calef (Rheos Partners): debito AI, shock energetico e politiche monetarie restrittive alzano i rendimenti

Il rendimento del Bund decennale tedesco ha raggiunto il picco più alto dal 2011, quello del gilt britannico dal 2008 e il Treasury USA a dieci anni si è avvicinato al 4,80%. In Giappone il JGB decennale ha superato il 3% per la prima volta dal 1996, mentre il biennale tocca il livello più alto dal 1995. "Non è un solo fattore a spingere i tassi al rialzo, ma tre che convergono nella stessa settimana: la corsa al debito delle società che costruiscono l'infrastruttura dell'intelligenza artificiale, un nuovo shock energetico legato allo Stretto di Hormuz, e banche centrali che si muovono in direzioni diverse ma tutte verso una maggiore restrizione", afferma Giacomo Calef, co-fondatore, Rheos Partners. Vediamole singolarmente.

Il fronte del credito è il meno visibile ma il più strutturale. Alphabet, Amazon, Meta, Microsoft e Oracle hanno emesso circa 220miliardi di dollari di obbligazioni dall'inizio dell'anno, più del doppio dell'intero 2025, per finanziare data center e capacità di calcolo legate all'AI. Questa dinamica sposta la competizione per il capitale dal mercato azionario a quello obbligazionario, con le iper-scaler che emettono debito nello stesso periodo in cui i governi aumentano l'offerta di titoli di Stato. "Il risultato è quello che alcuni analisti definiscono scarsità di capitale: più emittenti di alta qualità in cerca dello stesso funding, rendimenti reali ai massimi da oltre un decennio", spiega Calef.

Il fronte energetico è alimentato dalle tensioni tra Stati Uniti e Iran nello Stretto di Hormuz, che hanno spinto il prezzo del Brent sopra i 95?$ al barile e riportato il gas TTF olandese ai massimi di inizio 2023. L'inflazione nell'area euro è salita al 3,3% in agosto, quasi interamente per effetto energetico, mentre l'inflazione core rimane al 2,4%. "È una distinzione che conta. Se l'aumento resta un fenomeno di prezzo temporaneo, le banche centrali possono in parte guardare oltre; se comincia a trasferirsi su salari e servizi, la finestra si chiude", prosegue Calef.
Il fronte delle banche centrali mostra una sincronizzazione insolita. La BCE dovrebbe alzare i tassi al 2,50% il 10settembre, con l'intenzione di fermarsi a quel livello. La Fed si trova davanti a un mercato del lavoro più forte del previsto, riaccendendo le probabilità di un ulteriore rialzo durante il meeting del 15-16settembre, mentre l'inflazione di luglio è scesa al 3,4% annuo. La Banca del Giappone, dopo cinque aumenti consecutivi, lascia intendere la possibilità di un sesto rialzo il 17-18settembre. Queste mosse simultanee comprimono la liquidità globale, rendendo la duration una scelta attiva per gli investitori obbligazionari.


"Per chi valuta operazioni straordinarie o debito aziendale, il costo del funding non è più un dettaglio tecnico: è tornato una variabile strategica, come non lo era dal decennio dei tassi a zero", conclude Calef.

Aggiungi BusinessCommunity.it su Google News


Copertina BusinessCommunity.it
Sommario del magazine di questa settimana

Idee e Opinioni

Fare Business

Marketing

Digital Business

Finanza e investimenti

Sport Business

Leisure

BusinessCommunity.it - Supplemento a G.C. e t. - Reg. Trib. Milano n. 431 del 19/7/97
Dir. Responsabile Gigi Beltrame - Dir. Editoriale Claudio Gandolfo
Politica della Privacy e cookie